Dal 29 settembre 2023 sarà disponibile, in tutte le librerie e gli store online, l’ultima opera di Jeff Guinn, La strada verso Jonestown: Jim Jones e il Tempio del popolo edito da Nua Edizioni.

Autore di best seller come Manson: La vita e i tempi di Charles Manson e The True Untold Story of Bonnie and Clyde, Guinn ci guida attraverso la più inquietante epidemia di fanatismo dei tempi moderni, il suicidio di massa di più di novecento persone appartenenti al Tempio del Popolo, una setta pseudo religiosa fondata da James Warren Jones, passato alla storia (del crimine) come Jim Jones.

La Strada verso Jonestown – Trama

Jim Jones nasce nel 1931 in una periferia dell’Indiana da una delle tante famiglie disfunzionali che l’America post bellica e post Depressione aveva prodotto. Il padre è un reduce di guerra inabile al lavoro e la madre è costretta a lavorare tutto il giorno per sbarcare il lunario lasciando spesso il piccolo Jim alle cure dei vicini.

La strada verso Jonestown: Jim Jones e il Tempio del popolo – Jeff Guinn

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Il contesto culturale di quegli anni, e di quelli a seguire, è immerso nella diseguaglianza sociale, nel classismo, nel razzismo e nel fanatismo religioso.

Jim passa le domeniche ascoltando i sermoni da una chiesa all’altra, è affascinato dai predicatori.

Negli anni cinquanta egli stesso è un giovane predicatore, ha carisma, convinzione ed una capacità innata di connettersi con le persone con cui dialoga.

I suoi discorsi sono un misto di religione e di socialismo, predica l’uguaglianza a Lynn, una piccola città di provincia dove la comunità nera è fortemente emarginata.

In un tempo relativamente breve, fonda una sua comunità che chiama Community Unity e riesce a creare un sistema di supporto per i bisognosi a cui fornisce cibo, vestiti gratis, lavoro o semplice supporto morale.

Jim Jones, con l’aiuto di sua moglie Marceline, entra nelle grazie della comunità politica locale ed è l’inizio della sua ascesa.

Ma dietro al suo successo ci sono molte ombre, “Padre Jim”, con l’aiuto della sua cerchia ristretta, opera finte guarigioni dal cancro, si finge veggente e così i seguaci crescono in maniera esponenziale come le entrate economiche.

Fonda la sua chiesa, il Tempio del Popolo, e si traferisce assieme ai suoi numerosi seguaci nel nord della California.

Quella che sembrava essere una piccola comune di stampo socialista, mossa da intenti genuini verso i più deboli, prende nel tempo sempre più le sembianze di una setta.

Nonostante le lusinghiere opinioni di molti personaggi importanti della Bay Area, però, Jones, a metà degli anni Settanta, comincia a fare uso di anfetamine per sostenere i ritmi sempre più pressanti di leader e inizia a dare segni di squilibrio: si crede la reincarnazione di Cristo e Lenin insieme, dice di essere in grado di compiere miracoli e le prime voci di molestie sessuali nei confronti di alcuni adepti cominciano a diffondersi.

Sentendosi braccato, Jim sposta la sua comunità nella giungla della Guyana e fonda Jonestown portando con se quasi mille adepti.

Ma le voci di frodi fiscali, sequestro di persone, circonvenzioni non si placano e, nel novembre 1978, portano il deputato californiano Leo Ryan con alcuni giornalisti a Jonestown.

È l’inizio della fine, una fine assurda per 912 persone tra cui molti bambini, per Jim Jones e il suo staff..

Recensione

La strada verso Jonestown: Jim Jones e il Tempio del popolo è il più inquietante libro true crime che si possano leggere.

L’autore non si è limitato a riportare l’essenza dei fatti, si è recato sui luoghi dove Jim Jones ha fatto ciò che ha fatto, ha interrogato i sopravvissuti alla strage e le persone che hanno conosciuto i protagonisti di questa storia che definire assurda è riduttivo.

Il reverendo Jim Jones del Peoples Temple di San Francisco protesta contro lo sfratto forzato degli inquilini anziani dall'International Hotel, 848 Kearny Street vicino a Washington Street domenica 16 gennaio 1977. La guardia del corpo e figlio adottivo Tim Tupper è a sinistra. Viene mostrato anche Darrell Devers, un'altra guardia del Tempio. Foto di Nancy Wong

Il reverendo Jim Jones del Peoples Temple di San Francisco protesta contro lo sfratto forzato degli inquilini anziani dall’International Hotel, 848 Kearny Street vicino a Washington Street domenica 16 gennaio 1977. La guardia del corpo e figlio adottivo Tim Tupper è a sinistra. Viene mostrato anche Darrell Devers, un’altra guardia del Tempio. Foto di Nancy Wong Nancy Wong, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

In questo modo, Jeff Guinn ha dato al mondo il resoconto definitivo e più completo sui fatti di Jonestown. Gli eventi si susseguono in ordine cronologico in modo da analizzare a fondo come Jim sia diventato l’uomo che alla fine è stato responsabile della morte di quasi mille persone attraverso carisma, fascino, gentilezza e altruismo.

Lo stile narrativo è diretto, semplice ed efficace e, dato che l’esaltazione che anticipa la follia si intravede subito nel giovane Jim, la lettura di questo libro risulta accattivante già dalle prime pagine.

Accattivante ma soprattutto spaventoso.

Ancora una volta la storia ci ricorda cosa il fanatismo religioso è capace di fare, perché il grande imputato di questa orribile faccenda è stato il contesto sociale gretto e discriminatorio dove un talentuoso manipolatore ha trovato terreno fertile per accrescere il suo smisurato ego.

Inizialmente Jim Jones e la sua chiesa hanno davvero operato nel bene creando un sistema di mutuo aiuto per i bisognosi, innovativo per l’epoca. Ma ciò che si evince poi è che si trattava solo di un folle che nutriva ed ingrandiva il suo potere personale.

Risulta decisamente irritante rendersi conto che un movimento che avrebbe potuto fare (e ha fatto) grandi cose, è stato traviato dall’ambizione e dalla megalomania del suo leader.

È un ritratto scioccante dell’idealismo e della creduloneria umana.

Conclusioni

Un libro eccellente, a tratti brutale, consigliatissimo.

Jim Jones 1977

Rev. Jim Jones, 1977
wikimedia commonsNancy Wong, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

Un’opera completa sul male che esiste negli esseri umani, ma soprattutto sul male che esiste nella religione e nel fanatismo!

Un libro che dovrebbero leggere tutti, credenti e non, perché tutti possiamo essere esposti ai falsi miti e ai falsi profeti.

I fatti di Jonestown insegnano che qualsiasi cosa assuma un carattere elitario non va bene, che il potere decisionale e operativo nelle mani di una sola persona, non va bene, che non bisogna mai cedere il controllo della propria vita a qualcun altro specialmente se questi ci allontana dai nostri cari e colonizza tutto il nostro tempo. È il classico modus operandi dei narcisisti e delle organizzazioni settarie.

“Don’t drinking the Kool-Aid”

Kool-Aid è un marchio di bevande in polvere diffuso negli Stati Uniti.

Pare che Jim Jones utilizzò questa bevanda addizionata col cianuro per far compiere ai suoi adepti, al suo staff ed a se stesso, il suicidio di massa del 18 novembre 1978.

A seguito di quel tragico epilogo, si diffuse un modo dire: “don’t drinking the Kool-Aid”, una frase dalla connotazione unicamente negativa. È un’espressione usata per riferirsi a una persona che crede in un’idea potenzialmente fatale o pericolosa a causa delle ricompense potenzialmente elevate percepite.

A volte viene usata anche in modo ironico per riferirsi all’accettazione di un’idea o di un cambiamento sull’onda della pressione o della persuasione.

Negli ultimi anni, si è evoluto ulteriormente fino a significare un’estrema dedizione a una causa o uno scopo, così estrema che si potrebbe “bere il Kool-Aid ” e morire per la causa.

  “Non ho niente contro Dio, è il suo fan club che mi spaventa.”

 Woody Allen

Autore

  • Roxanne Caracciolo

    Affascinata dal lato oscuro che c'è in ogni persona, mi piace approfondire misteri e leggende. Ho studiato negli anni, tutto ciò che riguarda il vampirismo, a livello letterario, storico e reale. Quando non sono al lavoro o in palestra, sono immersa nella lettura, i miei autori preferiti sono Poe, Lovecraft, Wilde e tra i contemporanei King ed Anne Rice.