Una voce malefica è un racconto di Vernon Lee estratto dalla raccolta Hauntings. Fantastic Stories (1890) e portato da uno in Italia dalla Alcatraz Edizioni nel volume Ossessioni. Andiamo in esso ad affrontare un altro tema che ci è molto caro, ovvero lo strano rapporto che lega l’arte in generale, ma nel caso specifico la musica, con elementi che appartengono al mondo mistico e spesso demoniaco.

Il brano è dedicato a Mary Augusta Wakefield contralto, compositrice, organizzatrice di festival e scrittrice inglese del secolo XIX.

Una voce malefica – Trama

Il musicista Magnus racconta di come la leggenda del menestrello Zeffirino, scoperta grazie a un antica acquaforte che lo rappresenta, si sia lentamente insinuata nella sua mente portando a galla, sogni costellati di un canto che supera le doti umane. E sarà proprio il canto, tecnica che tanto il protagonista mal sopporta a fare da guida in questo strano viaggio di labili confini e mistici piaceri.

Recensione

Ossessioni di Vernon Lee

Ossessioni di Vernon Lee
Acquista su
Amazon

Questo brano si presenta ancora una volta come una testimonianza da chi ha vissuto pienamente gli avvenimenti raccontati.Questa tecnica di narrazione, se da un lato vuole portare un fondo di autenticità all’interno del racconto dall’altro ci catapulta in quella che potrebbe essere una mente folle  che, per quello che ne sappiamo, potrebbe essere vittima di allucinazioni e vaneggiamenti. Non è quindi  un caso che venga utilizzata spesso da autori di genere in quelle storie dove l’orrore e la follia vanno di pari passo.

Ma Vernon Lee sceglie una strada diversa. Lei affonda le mani in una realtà storico fiabesca inventando favole e miti che sembrano avere un fondo di verità e le mescola con il mondo moderno, quello che conosciamo (o che conosce la gente del suo tempo) creando ancora una volta qualcosa di unico ed ineguagliabile. E alla luce di tutto questo sembra davvero strano come un’autrice di tale calibro non abbia ottenuto il suo posto di prim’ordine accanto ad altri nomi, più celebri e famosi, e sia necessario scavare così a fondo per mettere mano a certi testi.

Oltretutto è da apprezzare con quanta cura ella sia in grado di trovare temi che possono avere così tante interpretazioni e approfondimenti a chi voglia procedere a una lettura più attenta. E per questo motivo, ancora una volta proveremo a scavare in quello che potrebbe apparire come un racconto breve, ma che contiene al suo interno un intero universo.

La musica e il diavolo

Apollo e le Muse sul Monte Parnaso attribuito a Pierre Paul Prud

Apollo e le Muse sul Monte Parnaso attribuito a Pierre Paul Prud Pierre-Paul Prud’hon, Public domain, via Wikimedia Commons

Sin dalle sue origini si è sempre riscontrato all’interno della musica uno strano potere in grado di suscitare emozioni e di affascinare se non addirittura irretire come la tela di un ragno. La Musca tocca note ancestrali, sopite, intime per certi versi e le riporta in superficie facendo sì che emergano in maniera prepotente e incontrollabile. Non è un caso che creature mitiche, come ad esempio le sirene, utilizzassero il loro canto per attrarre i marinai alla deriva e non è un caso che queste creature, così suadenti, si rivelasse poi brutali, crudeli e selvagge.

Non è un caso che il dio delle arti e della musica Apollo fosse legato anche al mondo onirico e in particolare a quello della veggenza spesso associato a uno stato di trance dove i confini diventano labili e non è più chiaro distinguere la realtà dall’illusione.

Paganini e il diavolo by A. Ashley.

Paganini e il diavolo drawings by A. Ashley., CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ancora il dio dei boschi Pan, di cui abbiamo già trattato in merito a La Musica sulla collina di Saki, legato al lato più selvaggio della natura, più indomabile. La musica in questo caso ha proprio lo scopo di scatenare nell’uomo i suoi istinti primordiali quelli che derivano dal mondo naturale ed animale e che sono quindi legati ad aspetti decisamente più carnali.

Passando dal mito alla storia non possiamo non citare personaggi la cui fama e bravura non è stata associata a un intervento soprannaturale come Tartini, con il suo famoso Trillo del Diavolo tra l’altro citato all’interno del racconto, e Paganini che si racconta avesse concluso un accordo con il demonio stesso al fine di ottenere fama e talento.

Le songe de Tartini di Louis Leopold Boilly

Le songe de Tartini Louis-Léopold Boilly, Public domain, via Wikimedia Commons

Ma perché proprio questo legame fra il diavolo e la musica? Presumibilmente proprio in virtù del fatto che la musica è in grado di far vibrare corde in noi che hanno in sé qualcosa di ancestrale e mistico. Ammalia, incanta e ci permette di viaggiare con la mente senza la necessità di usare la parola. forse perché tutto ciò che è legato ai sensi e all’istinto ha in sé qualcosa che tende a spaventare quel mondo fatto di regole che cerchiamo di costruire per mantenere il controllo della nostra stessa natura.

Zeffirino, la natura ambigua del cantore maledetto

Pan e Ermafrodito

Pan e Ermafrodito Rijksmuseum, CC0, da Wikimedia Commons

La figura stessa di Zeffirino ha di per sé una natura ambigua e complessa. È un uomo con i tratti delicati di una donna, androgino nell’aspetto, malizioso e vanitoso come un giovane dio della musica che non si esime dal punire con crudeltà chiunque decida di mettere in discussione le sue doti e il suo talento. Agisce mettendosi al di sopra dell’essere umano. Sia come come uomo e a maggior ragione come spettro egli agisce semplicemente in virtù della flora di sé stesso. Le lodi alla sua musica sono un vanto perché vuole essere adorato. La sua voce malefica, perché è in gradi di generare quel maleficio che assilla l’anima e la lega per sempre, è la sua arma.

La sua femminilità lo avvicina ancora di più a quel qualcosa di divino proprio per la sua caratteristica di essere vago e ignoto. Le donne cadono ai suoi piedi, ma allo stesso tempo esercita un forte fascino persino negli uomini. La sua musica trasporta tutti in egual misura e a quell’incanto non si può sfuggire. Può ammaliare, incatenare, e perfino distruggere.

Ma non solo. Il suo potere è in grado di trascendere la morte stessa e raggiungere il cuore di Magnus, testimone e protagonista,  e trascendere il suo odio per lo strumento vocale impossessandosi come un tarlo, della sua mente con quella nota eterea che non lo abbandonerà mai più. Come il diavolo nel sogno di Tartini, come un innamorato che è ben conscio di quanto l’oggetto del suo desiderio sia irraggiungibile.

Autore

  • KeiLeela

    Classe '90. Nella vita mi occupo di codice e grafica, nel tempo libero navigo verso mondi fantastici. Fondatrice del portale Vampire's Tears, tratto di argomenti legati all'horror e al fantastico. Indago su miti e leggende e misteri esoterici.

    Visualizza tutti gli articoli