Con l’arrivo della nuova serie Disney incentrata sull’universo canonico di Star Wars, Ahsoka, vorrei parlare anche del ritorno di Anakin Skywalker (Hayden Christensen). Questi è il personaggio sicuramente più affascinante e ben riuscito dell’intera saga e su cui l’intera storia ruota e si basa.

Anakin è il padre di Luke Skywalker (non è mai stato un grande segreto, anche se cresciuto dagli zii, non avrebbe dovuto mantenere lo stesso cognome del padre per restare anonimo) e Leia Organa,  i due fratelli gemelli che distrussero l’impero insieme all’alleanza ribelle.

Anakin fu un leggendario Cavaliere Jedi,  che servì la Repubblica Galattica. Divenne un generale dell’ordine Jedi durante la guerra dei cloni e passò alla storia come un grande guerriero e pilota.

Era il figlio di Shmi Skywalker, generato dalla forza vivente e prescelto secondo la profezia dei Jedi. A seguito della sua missione di protezione nei riguardi della senatrice Padmé Amidala si innamorò di lei e, dopo lo scoppio della guerra dei cloni, diventò suo marito.

Questo prima di diventare Darth Vader, il fedele servitore dell’imperatore, nonché Signore Oscuro dei Sith.  Fu anche il nonno di Ben Skywalker, poi in seguito votato a sua volta al lato oscuro come Kylo Ren. Grazie alla serie animata The Clone Wars  scopriamo anche che lui fu il maestro di Ahsoka Tano.

Anakin – La caduta e il ritorno alla luce

Natalie Portman and Hayden Christensen in Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (2002)

Natalie Portman and Hayden Christensen in Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (2002)
© IMDB

Profondamente poetico il vissuto di Anakin, la sua ascesa fra le forze del bene e poi verso lato oscuro. Il suo voler distruggere e salvare allo stesso tempo la causa del suo amore e della sua sofferenza, cioè Padme (Natalie Portman) sua moglie.

Era un giovane sincero, arrogante eppure promettente. Potente nella forza e allo stesso tempo, emotivamente fragile. Era passionale e troppo attaccato ai suoi affetti secondo i parametri dell’ordine Jedi.

Un vero outsider, eppure un paladino della verità, del volere vivere saggiamente, ma si dimostrò assolutamente incapace di farlo. Un uomo che fu preda dei suoi istinti e dei suoi sentimenti. Tutto ciò è fonte di grande forza per un eroe, ma anche di debolezza per un cavaliere Jedi.

Tutto questo lo rese preda facile per le manipolazioni del Signore Oscuro che lo incatenò a doppio filo alla sua causa e al lato oscuro, almeno finché suo figlio non risvegliò in lui la scintilla verso la luce e causò la sua strabiliante quanto emozionante redenzione.

L’interpretazione

La dualità insita in questo personaggio è notevole, anche ben mostrata dalle espressioni dell’attore che è stato ingiustamente mortificato e accusato di non essere un buon interprete dopo l’uscita della trilogia prequel.

Christensen si è ben prestato per fisicità e caratterizzazione fisica ed emotiva al personaggio. Si è dimostrato un ottimo spadaccino e la sua chimica sia con Padmé che con Obi Wan Kenobi (Ewan McGregor) sullo schermo era assolutamente visibile e funzionale.

Episodio III – La vendetta dei Sith come film ha sicuramente le sue pecche, nella storia, nei dialoghi, ma la personalità di Anakin/Vader e la sua psicologia è assolutamente palpabile e commovente in moltissimi momenti.

La sua tragica storia rende facile l’empatia con lui in ciascun momento dei due film e, anche nella serie dedicata al suo maestro, Kenobi, e poi in Ahsoka.

Il rapporto tra i due è così profondo e profondamente rocambolesco, tragico da far venire la pelle d’oca. Non vi è storia più triste di quella di una moglie che muore di crepacuore scoprendo che il suo amato ha ceduto al male, e di quella di un maestro (quasi di un fratello) che perde l’allievo in cui aveva riposto ogni speranza.

The clone wars e Ahsoka

Nella seria animata è possibile vedere nuovi aspetti di Anakin, o meglio non nuovi, ma alcuni noti che vengono accentuati, come la sua sfrontatezza e il suo coraggio. Tutti i tratti distintivi che lo rendono, sia forte che debole e che tende a trasferire alla sua allieva padawan, Ahsoka Tano.

(L-R): Ahsoka Tano (Rosario Dawson) and Anakin Skywalker (Hayden Christensen) in Lucasfilm's STAR WARS: AHSOKA, exclusively on Disney+. ©2023 Lucasfilm Ltd. & TM. All Rights Reserved.

(L-R): Ahsoka Tano (Rosario Dawson) and Anakin Skywalker (Hayden Christensen) in Lucasfilm’s STAR WARS: AHSOKA, exclusively on Disney+. ©2023 Lucasfilm Ltd. & TM. All Rights Reserved.

Anche il legame tra i due, finalizzato a mostrare la complessità di due personaggi uguali eppure contrapposti, fa molto pensare, a livello di scrittura.

Mentre il maestro cede al male, la sua allieva, seppure si era ormai allontanata dall’ordine Jedi, lo rivede nella veste del Sith e ne rimane profondamente addolorata. Eppure tutto ciò non la spinge a seguire le orme del maestro, come sarebbe prevedibile bensì a rifuggirlo.

Anche l’allieva di Anakin è un outsider, ma allo stesso tempo, non commette i suoi stessi errori, segno che probabilmente il suo lascito è stato positivo, di conseguenza il suo retaggio, per quanto riguarda sia lei che i suoi figli, non è stato intaccato dalla sua caduta verso il lato oscuro. Tutti coloro che sono legati ad Anakin hanno continuato a combattere per la verità e la giustizia e per la libertà degli oppressi.

Tornando alla sua caduta, come sappiamo bene verrà poi seguita da una redenzione più che spettacolare e che rende il ciclo narrativo del personaggio, completo e un perfetto epilogo, anzi uno dei migliori della storia del cinema.

Quanto alla sua comparsa nella nuova serie Ahsoka, senza spoiler,  l’incontro tra maestro e padawan è stato tremendamente bello, ben scritto e ben raffigurato. Un momento di altissimo valore canonico e cinematografico che continua a innalzare il personaggio di Anakin e l’attore che gli ha prestato il volto.

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