Il corvo – The Crow è un film cult del 1994, diretto da Alex Proyas. La pellicola si basava sull’omonimo quanto famoso fumetto dark creato da James O’Barr.

Durante le riprese, l’attore protagonista Brandon Lee morì ucciso da un colpo d’arma da fuoco accidentale. Il film è dedicato a Lee e alla sua fidanzata, Eliza.

Visto il grande successo al botteghino furono prodotti dei sequel, ma nessuno dei successivi episodi ha potuto eguagliare la fama e la poesia del primo fortunato film, entrato a far parte della leggenda e della storia del cinema.

“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte però accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse le cose a posto.”

Il Corvo – Trama

Detroit, 30 ottobre.

The Crow - Poster

The Crow – Poster © IMDB

Nella cosiddetta notte del diavolo, il sergente Albrecht è sulla scena di un crimine in cui una ragazza di nome Shelly Webster è stata picchiata e violentata. Il suo fidanzato, il musicista Eric Draven, è morto a causa di colpi di pistola e gettato fuori dalla finestra. La coppia aveva programmato di sposarsi il giorno seguente, ad Halloween. Mentre parte per l’ospedale con Shelly, Albrecht incontra una ragazza, Sarah, che dice che è loro amica e che si prendono cura di lei.

Un anno dopo, un misterioso corvo si posa sulla tomba di Eric e picchietta sulla lapide del giovane. Eric si risveglia ed esce dalla sua tomba. Nel frattempo, la banda di strada che ha perpetrato la morte di Eric e Shelly, guidata da T-Bird, sta appiccando incendi in città. Al suo ritorno nel suo vecchio appartamento, ormai abbandonato, Eric sperimenta flashback di T-Bird e della sua banda (Tin Tin, Funboy e Skank) che commettono l’omicidio.

Eric scopre presto che tutte le ferite che riceve guariscono immediatamente; guidato dal corvo, si propone di vendicare l’omicidio suo e di Shelly uccidendo i colpevoli.

Non può piovere per sempre

Questo come tanti altri è un film da guardare ogni anno nel periodo che ricorda i defunti anche per ricordare a noi stessi quanto l’affetto verso coloro che abbiamo amato possa essere eterno.

Brandon Lee in Il corvo - The Crow (1994)

Brandon Lee in Il corvo – The Crow (1994) © IMDB

Diverse delle frasi più famose della pellicola sono entrate in maniera indelebile tra le citazioni iconiche di un’intera generazione. La storia è un vero capolavoro, semplice, profonda, permeata di dolore, amore, vendetta e violenza del tutto giustificata. Eppure oltre questo profondo spirito dark, risalta un insano ottimismo e amore per la vita.

Perché sappiamo che dopo tanto dolore, rappresentato dalla pioggia, tutto cesserà, l’odio cesserà e tornerà il sereno per coloro che credono ancora nel bene.

Eric Draven è un antieroe e un essere inarrestabile, invincibile, resuscitato con l’unico scopo di vendicarsi. Sebbene torni in vita grazie al corvo per punire i suoi assassini, egli non è cattivo, ma non è più lo stesso uomo di prima. Il musicista, l’amico, è stato oscurato dall’odio. Fa cose terribili è vero, ma solo contro coloro che hanno distrutto la sua vita, ma soprattutto che hanno osato abusare e ferire a morte la sua futura moglie,  Shelly.

Una storia poetica e immortale che ha consacrato il personaggio di Draven come un simbolo del mondo dei fumetti e del cinema e così pure il suo interprete.

Le persone muoiono le case bruciano, ma il vero amore è per sempre

Brandon Lee and Rochelle Davis in Il corvo - The Crow (1994)

Brandon Lee and Rochelle Davis in Il corvo – The Crow (1994) © IMDB

A distanza di tanti anni, il ricordo di Brandon Lee rivive a ogni proiezione dell’ultima pellicola in cui ha lavorato. Un’opera dalla splendida colonna sonora, con degli ottimi effetti visivi e una grande regia, per l’epoca, e considerato lo sforzo della troupe per completarlo senza l’attore protagonista, bisogna ammettere che è ancora più straordinario. Non fu una cosa facile terminare le riprese negli anni 90, rispetto a come sarebbe stato oggi con il progresso dei visual effect.

La morale del film è ben chiara allo spettatore, si basa tutto sulla caducità dell’esistenza umana. Si stringe il focus sulla cattiveria e la bramosia dell’essere umano che si spinge ad azioni terribili. Ma i buoni devono sempre opporsi ai malvagi. Se non si lotta con tutto il proprio coraggio contro l’ingiustizia, si fa il gioco del male, mentre deve essere il bene a trionfare, sempre.
L’amore è la sola cosa che spinge l’essere umano a dare il meglio di sé.

Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere non dobbiamo mai smettere di amarle

Era il 31 marzo 1993 a Wilmington, mancavano solo tre giorni alla fine delle riprese del film. La tragedia fu causata da una fatalità. Per motivi di tempo, non avendo colpi a salve, alcuni membri della troupe comprarono proiettili veri e ne rimossero la polvere da sparo all’interno, ricongiungendo il proiettile alla capsula a percussione.

Brandon Lee in Il corvo - The Crow (1994)

Brandon Lee in Il corvo – The Crow (1994) © IMDB

La pistola venne usata in diverse riprese, ma all’interno della canna rimase bloccato un proiettile per via di una carica debole. Il difetto passò inosservato, l’arma venne poi ricaricata con proiettili a salve e usata per girare la scena fatale. Per via della breve distanza e della canna ostruita, una carica a salve fu sufficientemente forte da far partire il proiettile bloccato che colpì Brandon all’addome.

La scena fatale è quella in cui all’appena resuscitato Eric, tornato nella sua abitazione e turbato dai ricordi di quella tragedia, ritornano alla mente le dinamiche della sua morte. In quel momento l’arma che lo uccise era in mano a Michael Massee (Funboy).

Dopo l’incidente, Brandon fu ricoverato d’urgenza al “New Hanover Regional Medical Center” di Wilmington, dove morì dopo una vana operazione di circa 12 ore.

Brandon aveva completato quasi tutte le battute e lo staff decise di lasciare alla fine le scene dei flashback di Eric e Shelly, in modo che l’attore completasse il film senza trucco. La sua performance resta ad oggi assolutamente indimenticabile.

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