Sequel del pluripremiato Il silenzio degli innocenti, tratto dal secondo romanzo di Thomas Harris, Hannibal fu distribuito nelle sale statunitensi nel 2001.

A disposizione della regia di Ridley Scott, un cast internazionale di tutto rispetto: Giancarlo Giannini, Francesca Neri, Enrico Lo Verso, Ivano Marescotti, Julianne Moore, Gary Oldman, Ray Liottta e naturalmente Anthony Hopkins.

Attualmente disponibile sulla piattaforma Netflix.

Hannibal – Trama 

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Dieci anni dopo l’epilogo de “il silenzio degli innocenti”, il dott. Hannibal Lecter vive a Firenze sotto il falso nome di dott. Fell e sta per essere nominato curatore della biblioteca Capponi.

Su Clarice Starling, invece, a causa di un’operazione antidroga finita male, si abbatte la fortuna avversa mettendo in crisi la sua carriera ed il suo rapporto con l’FBI.

Il suo capo Paul Krendler (Ray Liotta), le propone di indagare su Lecter per poter riscattare la sua immagine ma dietro questa offerta c’è Mason Verger (Gary Oldman), miliardario con un passato di abusi su minori, orribilmente sfigurato da Lecter, suo ex psichiatra.

L’ispettore di polizia Rinaldo Pazzi scopre la vera identità del dott. Fell indagando sulla scomparsa del suo predecessore al museo.

Le indagini volte a catturare il pericoloso cannibale si intrecciano con quelle di Clarice ma chi tira i fili del gioco è Verger che riesce a sequestrare Hannibal col proposito di vendicarsi, come premeditava da anni.

Clarice però, è sulle tracce di Lecter e Verger non avrà la sua vendetta…

Recensione

Anthony Hopkins in Hannibal (2001)

Anthony Hopkins in Hannibal (2001)
© IMDB

Dare un sequel ad un capolavoro è sempre un atto di coraggio.

Hannibal ricevette pareri discordanti da parte della critica cinematografica ed obiettivamente il pathos claustrofobico de Il silenzio degli innocenti appare nettamente smorzato da almeno due scene splatter che non lasciano nulla all’immaginazione.

Lecter (Anthony Hopkins) in libertà non perde il suo fascino algido e raffinato ma fa meno paura.

L’agente Starling, interpretata ottimamente da Julianne Moore è probabilmente un ritratto accurato di come Clarice sarebbe cambiata in 10 anni, più cinica, più concreta, meno idealista.

Le scene girate in Italia hanno un fascino sinistro grazie alla magistrale interpretazione di Giancarlo Giannini nel ruolo del tesissimo ispettore Pazzi che cerca di catturare Lecter ed intascare la taglia da tre milioni di dollari.

La trama è all’altezza delle aspettative, il film risulta agile e godibile e più che un thriller psicologico potrebbe essere definito un dramma romantico con forti connotazioni horror.

Julianne Moore in Hannibal (2001)

Julianne Moore in Hannibal (2001)
© IMDB

Nonostante Clarice e Hannibal interagiscono solo nella parte finale, il film rafforza il feeling tra i due con lei che ammette di “pensare alle loro conversazioni almeno 10 minuti al giorno” ed il dott. Lecter che scrive una lettera a Clarice dopo la caduta dalla grazia nell’FBI.

Hannibal è un viaggio mostruoso attraverso il lato più recondito dell’umanità in cui avidità, ambizione, vendetta e risentimento si scontrano con un assassino implacabile e spietato.

Conclusioni

Chi ha apprezzato il film precedente non può non guardare Hannibal.

Meglio farlo senza pretese, come opera a sé stante, e non perché non sia un degno sequel ma perché il pathos e tutta la gamma di emozioni che una storia porta con sé non sono riproducibili, si può solo cercare di mantenere un livello di qualità adeguato e questo è stato rispettato in pieno.

Come per “Il silenzio degli innocenti” anche questo film va rivisto più volte per poterne cogliere i raffinati dettagli nascosti nella scenografia e nei dialoghi.

Anthony Hopkins and Julianne Moore in Hannibal (2001)

Anthony Hopkins and Julianne Moore in Hannibal (2001) © IMDB

Molto bello il controverso e accresciuto feeling tra Lecter e Clarice, il “gatto e il topo”, nemici, opposti che si attraggono.

Il colpo di scena finale tra i due vale tutto il film: un bacio, Lecter riesce a scappare e gli occhi lucidi di Clarice rivelano una (non troppo) inaspettata accettazione della natura oscura di Hannibal.

Inutile ribadire che Anthony Hopkins rende Lecter sempre più affascinante ogni secondo che passa sullo schermo.

Il vecchio cannibale ha ancora i suoi standard. “Diceva che ogni volta che poteva”, ricorda il suo ex carceriere Barney, “preferiva mangiare il maleducato, il maleducato ruspante”.

Autore

  • Roxanne Caracciolo

    Affascinata dal lato oscuro che c'è in ogni persona, mi piace approfondire misteri e leggende. Ho studiato negli anni, tutto ciò che riguarda il vampirismo, a livello letterario, storico e reale. Quando non sono al lavoro o in palestra, sono immersa nella lettura, i miei autori preferiti sono Poe, Lovecraft, Wilde e tra i contemporanei King ed Anne Rice.