Nov 4, 2023 | 0 commenti

Oke di Okehurst, o l’amante fantasma di Vernon Lee – Ossessioni

Nov 4, 2023 | Hai paura del buio? - Racconti dell'Orrore, Libri, Vernon Lee | 0 commenti

Oke di Okehurst, o l’amante fantasma è un racconto di Vernon Lee, l’ultimo di questo viaggio appartenente alla raccolta Ossessioni edita da Alcatraz. Ancora una volta lasciamo il suolo italico  ci dirigiamo verso le coste del Kent, a Okehurst dove sorge la dimora dei coniugi Oke.

Qui la storia si scioglierà fra spettri del passato e quelli del presente in un lungo turbine di eventi che procederanno a svolgersi in un crescendo di emozioni, sensazioni e ossessioni fino all’epilogo del racconto.

Oke di Okehurst, o l’amante fantasma – Trama

Ossessioni di Vernon Lee

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Un pittore riceve dal signor Oke di Okehurst la commissione di dipingere un ritratto di lui e sua moglie e dunque si reca nella loro dimora nel Kent. Qui conoscerà la signora, una donna molto peculiare che sembra non avere attenzione per nulla se non per sé stessa e per una sua strana antenata che porta il suo stesso nome: Alice Oke.

La curiosità verso questa strana figura, lo porterà a scavare nelle vicende nell’intera famiglia riportando alla luce antichi segreti.

Recensione

Conclusione perfetta per la raccolta  la storia di Oke di Okehurst può definirsi un summus di quanto decritto nei racconti precedenti. L’ossessione torna più e più volte in forme e modi differenti a seconda dei personaggi. Ognuno di essi ha qualcosa a cui si trova profondamente legato, anima e corpo, e verso cui instaura na forte devozione tale che tutto il suo agire se nel ritrova condizionato. Il destino sembra afferrare questi personaggi e giocare con loro trascinandoli su un sentiero di binari che li condurranno verso un unico centro. Una sorta di profezia alla quale non si può fuggire. Del resto non è forse vero che “violenti delizie conducono a violente fini”?

L’autore, l’arte, la musa

L’io narrante, ovvero il pittore, non nutre un particolare interesse verso il suo committente, ma viene profondamente affascinato dalla signora Oke e dal suo atteggiamento che la fa apparire quasi come se fosse una creatura al di sopra di tutto. Di fatto ne rimane appunto ossessionato, quasi la donna fosse il vessillo di un qualche segreto profondamente celato nella sua natura. Un tesoro nascosto che spera di essere scovato, ma allo stesso tempo si ritrae quasi fosse gelosa di quella realtà che appartiene soltanto a lei.  È la passione per il mistero, per l’ignoto e per ciò che sfugge alla comprensione umana.

Per il protagonista, la signora Oke diventa la musa ispiratrice della sua arte, tuttavia allo stesso tempo una meta irraggiungibile. Il racconto, difatti, si apre proprio con l’impossibilità di portare a termine quel ritratto e della donna non restano che una lunga serie di bozzetti incompiuti perché l’arte stessa non è in grado di rappresentare la sua natura ed essa ne non ne avrebbe ottenuto giustizia.

E la ricerca si fa feroce, indaga in spiragli, espressioni, sguardi, conversazioni che hanno lo scopo di portare alla luce parte del mistero. Ma la vera domanda è se davvero valga la pena di scavare così a fondo e quali consegue possano seguire i segreti.

Il signor Oke e la superstizione

Mr. Grant Allen's New Story 'Michael's Crag.' With ... marginal illustrations in silhouette, etc

Title: “Mr. Grant Allen’s New Story ‘Michael’s Crag.’ With … marginal illustrations in silhouette, etc”
Author(s): Allen, Grant, 1848-1899 [person]
© British Library

Il padrone di casa è un uomo tranquillo, almeno fino a quando non si porta alla luce il torbido passato della famiglia. Vera vittima della vicenda, follemente innamorato della moglie, non riesce però a fare i conti con le storie di fantasmi e delitti che macchiano la reputazione, immacolata se non per una coppia di individui, degli Oke. Si nota in lui una forte superstizione che cerca in tutti i modi di razionalizzare e portare il sovrannaturale a  un livello di logica.

Eppure nonostante tutto non riesce ad entrare nella stanza gialla, trema ogni volta che la conversazione cade sui suoi parenti e sul delitto consumatosi secoli e secoli prima.

Nonostante cerchi di non mostrarlo, il signor Oke è fortemente logorato nella sua anima da questi serie di sentimenti che non riesce a spiegare ed in essi il seme della gelosia per quella moglie che lui ama, ma dalla quale non sarà mai ricambiato, si trasformai uno spettro che causa in lui allucinazioni o forse la visione di altri fantasmi che essi esistano o meno.

È la lenta discesa verso l’abisso, profondità cupe e nere che portano quello che era un uomo gentile verso la follia dalla quale non riesce in alcun modo a liberarsi. Vernon Lee mostra maestria impagabile nel mostrare e non mostrare, ma lasciare allo stesso tempo comprendere pienamente lo stato d’animo del poveretto che soffre di un amore negato che si trasforma in un sentimento tossico e malato.

La signora Oke e gli spiriti del passato

Regina indiscussa dalla vicenda, la signora Oke è il personaggio su cui tutti i riflettori vengono puntato. Il mistero da svelare e deus ex machina degli eventi. È una personalità fredda e distante il cui unico punto di interesse è quella sua antenata e omonima cui crede di essere fortemente legata.

Si comporta come lei,  si veste come lei, ne conosce ogni pensiero, ogni ricordo. Le somiglia in maniera impressionante e proprio su questo fonda i suoi giochi crudeli nei confronti del marito. Il suo amore e devozione vanno a quel poeta che di lei si innamorò molti anni addietro, Christopher Lovelock, e che dalla sua stessa antenata venne assassinato.

Il nome stesso potrebbe essere non così casuale perché Lovelock è incatenato all’amore per Alice Oke in quella vita, nella morte, e in questa nuova figura di donna del tutto simile a quella a cui dedicò i suoi versi.

Oppure è solo un sogno ad occhi aperti di Alice, e un incubo per suo fratello, poiché in realtà la presenza dello spettro passa solo per le parole della prima e le negazioni del secondo. E c’è qualcosa di infantile in Alice, perché è chiaro in lei l’intendo di ferire e stuzzicare il cugino marito.

Realtà o finzione non è chiaro. Vernon Lee non sceglie una versione e lascia al lettore la responsabilità di credere ad una o all’altra vicenda secondo il proprio spirito e animo.

Il racconto, comunque, colpisce, le atmosfere circondano la signora Oke come parte di un immenso dipinto, forse proprio quello che il narratore non riesce a  portare a termine, e la rendono eterna ed eterea al tempo stesso.

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