Firenze, città simbolo del Rinascimento italiano, è apprezzata in tutto il mondo per l’immenso patrimonio artistico e storico, per l’artigianato e l’arte orafa. Inevitabilmente associata alla ricchezza e all’eleganza, la città del Giglio ha più volte, nel corso dei secoli fino ad oggi, lasciato evincere un altro aspetto di sé, decisamente dark.

I suggestivi scorci di ponte Vecchio, le vie adiacenti la lussuosa Piazza della Signoria, il centro storico, custodiscono scabrosi segreti, storie di fantasmi e crimini efferati. È la Firenze nera, quella del “mostro”, il serial killer attivo dal 1974 al 1985 nelle periferie della città, il caso ancora aperto nonostante tre condanne di cui due ergastoli.

Ma questa storia complicata reclama uno spazio a sé.

L’altra faccia di Firenze, quella oscura, tanto amata e idolatrata da Hannibal Lecter, ha radici più lontane nel tempo ma ugualmente radicate, ancora oggi, nei residenti.

Il caso (documentato) di Via Ghibellina 14

Nel centro storico di Firenze, vicino al teatro Verdi e nei pressi di botteghe storiche come Filistrucchi ed il ristorante Boccanegra, passa Via Ghibellina, una delle strade più antiche e più sinistre della città. In passato, questa lunga strada, veniva attraversata dai condannati a morte che, dopo la sentenza al tribunale del Bargello, venivano portati al Carcere delle Stinche, dove si trova l’attuale Teatro Verdi.

Via Ghibellina 14 Firenze

Via Ghibellina 14 Firenze

A completamento di questa curiosità di natura giudiziaria, al num. 69, allo sbocco in via Buonarroti, c’è un edificio isolato per tre lati dagli altri palazzi: è l’antica residenza del boia. Da qui deriva il modo di dire “solo come un boia”. Ma se ciò non bastasse, relativamente al num. 14 i documenti del tribunale riportano un caso inquietante ben documentato da una denuncia di risarcimento danni che il proprietario di un appartamento sporse contro i suoi inquilini nel 1867.

All’epoca, una coppia di sposi proveniente da Pistoia, affittò l’appartamento al piano superiore del condominio, ma non vi restò a lungo. In casa cominciarono a verificarsi fenomeni inspiegati come colpi di dubbia provenienza, folate di vento freddo a battenti chiusi ed oggetti che cominciarono a levitare. Animati dal voler restare, i due coinvolsero un frate che abitava al piano sottostante, per un esorcismo che non ebbe alcun effetto poiché gli sposi, infine, dopo svariati tentativi di risolvere, lasciarono casa.

Oltre al danno e allo spavento, i due furono raggiunti da una denuncia per diffamazione all’immagine del condominio e i fatti accaduti furono messi a verbale.

Il procedimento che si concluse scagionando gli inquilini da ogni richiesta di risarcimento, lascia presumere la genuinità dell’accaduto.

L’omicidio dell’Incognito

Via Ghibellina 69 Omicidio dell'Incognito

Via Ghibellina 69 Omicidio dell’Incognito

Sempre in via Ghibellina, all’angolo con via de’ Bonfanti, oggi Via de’ Pepi, esiste ancora l’edificio in cui Serselli e Santini, due malviventi, vivevano la loro vita dissoluta che finanziavano con rapine e truffe. I due avevano messo insieme una sorta di “banda della magliana” ante litteram accogliendo, dai bassifondi della città, sempre nuovi accoliti.

Sul finire del XVI°secolo, il gruppo era diventato il terrore di Firenze e Serselli, il capo, cominciò a temere che, se qualcuno dei suoi fosse stato arrestato, sotto tortura avrebbe potuto rivelare i nomi della banda. Credendo di arginare il problema e probabilmente per sadismo, propose ai suoi complici una sorta di “allenamento alla tortura” in modo da poter resistere in caso di eventuali arresti ed interrogatori. L’ appartamento di via Ghibellina divenne teatro di queste prove notturne oltre ai consueti bagordi.

Un mai identificato membro della banda, soprannominato successivamente ai fatti, “l’Incognito”, dimostrò una scarsa resistenza ai supplizi ed apparve chiaro che in caso di arresto, sarebbe stato l’anello debole del gruppo. Serselli e Santini decisero di eliminare il problema alla radice, strangolando il ragazzo e gettandolo il corpo vicino Santa Croce.

I due continuarono con la loro (mala)vita fino a quando non furono sospettati ed interrogati.

Serselli resistette all’interrogatorio e fu liberato ma Santini no, confessò i suoi misfatti e quelli del suo capo a cui furono attribuiti due omicidi, quello dell’Incognito e quello di un commerciante. Vennero impiccati entrambi su una forca eretta proprio in via Ghibellina.

Poltergeist! 

Sinister ghost girl with faded eyes smiles with an opened burning book in her hands in a gloomy room by a brick wall. Horror scene. Halloween.

Di Andrey Kiselev

Il quotidiano “Il Messaggero” del 1909, nei giorni dal 28 al 30 luglio, riportò con dovizia di particolari, i fenomeni inspiegabili che accadevano in una officina di via Dante Alighieri. Utensili che staccandosi dai rispettivi alloggi al muro cadevano sul banco di lavoro, oggetti che colpivano i passanti levitando attraverso le finestre, operai colpiti misteriosamente mentre erano intenti nel lavoro.

Non è noto come sia finita questa vicenda, ma eventi simili iniziarono a verificarsi anche nel 1979, in via Lorenzo il Magnifico 63, in un appartamento al terzo piano. Un ferro da stiro diventa rovente e fonde il supporto nonostante fosse  spento, abiti e utensili in legno come scope e cucchiai, a più riprese, prendono inspiegabilmente fuoco. Nei giorni successivi, con i vigili del fuoco presenti in casa, bruciano libri, cuscini, testata del letto ed un maglione che indossava la padrona di casa. Dopo venti giorni e cinquantuno principi di incendio, tutto terminò come era iniziato: improvvisamente. La Procura della Repubblica archivia il caso come “irrisolto”.

Cos’è un poltergeist? 

Il termine tedesco poltergeist significa “spirito rumoroso”.

Questo si manifesterebbe con presunti movimenti improvvisi di oggetti, autocombustione, levitazione, dispositivi elettronici che si accendono e si spengono da soli. Tra le varie ipotesi che tendono a spiegare questo tipo di manifestazioni, c’è la “teoria della ragazzina cattiva”. Tutti i fenomeni di poltergeist pare che avvengano in presenza di una particolare persona detta “persona focale” quasi sempre in età adolescenziale.

Secondo la parapsicologia, sotto la spinta dei cambiamenti ormonali ed in condizioni di forte stress fisico ed emotivo, alcuni rilascerebbero involontariamente, una grossa quantità di energia psichica capace di interagire con la materia (psicocinesi). Secondo Sigmund Freud e la psicoanalisi, questi sono fenomeni di natura allucinatoria, proiezione esterna di conflitti psicologici interni. Freud non credeva alla telecinesi, al contrario di Jung, aperto alla possibilità di fenomeni metafisici.

La finestra sempre aperta

In Piazza Santissima Annunziata, si trova Palazzo Budini-Gattai noto come Palazzo Grifoni. Di questo edificio, per oltre cinquecento anni fino a oggi, l’ultima finestra a destra del secondo piano è sempre rimasta semiaperta e non verrà chiusa. Tra leggenda e realtà, si racconta di un giovane della famiglia Grifoni che partì per una delle tante guerre dell’epoca e che non fece più ritorno a casa. La moglie lo aspettò fino alla morte a quella finestra, dove ricamava e consumava i pasti.

Quando la donna morì e portarono via il corpo, i servi riordinarono la camera e chiusero i battenti della finestra. In quel momento i libri cominciarono a levitare in aria, i mobili a spostarsi, i quadri a cadere…fino a quando qualcuno riaprì la finestra facendo tornare la quiete nella casa. Da quello spiraglio, si dice, il fantasma della donna è ancora in attesa di veder apparire l’amato marito, continuando ad osservare quel raffinato salotto che è Piazza Santissima Annunziata.

La partita che fu interrotta causa…ufo!

Il 27 ottobre 1954, nello stadio che prenderà il nome di Artemio Franchi, giocano le squadre Fiorentina e Pistoiese, campionato Primavera. Nonostante sia una gara senza pretese in un giorno lavorativo, lo stadio è pieno.

UFO in the sky

Di efks

La squadra di casa è in vantaggio, ma, alle 14,30, la folla smette di guardare il campo da calcio. Anche i calciatori, gli arbitri e le panchine sono col naso all’insù. Un oggetto molto simile ad un uovo fluttua nel cielo.

Dopo una manciata di secondi se ne aggiungono altri e cominciano a cadere degli strani filamenti, sottili e luccicanti. Dopo qualche minuto, gli oggetti volano via e “passato” (si fa per dire) lo stupore, la partita riprende e termina con la vittoria della Fiorentina.

Se è pur vero che, negli anni ’50 e ’60 l’argomento Ufo era particolarmente in voga, la veridicità dello strano evento è difficilmente contestabile, migliaia di persone videro la stessa cosa ed il caso fu riportato da tutti i quotidiani. Inoltre, il capocronista della Nazione con l’aiuto di uno studente d’ingegneria, riuscì a far analizzare gli strani filamenti che risultarono essere un mix di calcio, silicio, alluminio, magnesio, ferro e boro invalidando la teoria dei ragni migratori.

L’unica teoria messa in piedi per spiegare i fatti del 27 ottobre, appunto, fu quella del “ballooning” che si verifica quando i ragni migratori si spostano per centinaia di chilometri unendo le loro ragnatele. Questo può avvenire anche a grandi altezze e i raggi del sole riflettendo sull’enorme ragnatela potrebbero provocare l’effetto ottico visto durante la partita.

Mistero svelato?

Assolutamente no…le ragnatele sono composte da elementi del tutto diversi dai filamenti caduti all’epoca su tutta Firenze e parte della provincia!

Forse gli alieni amano il calcio…         

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