Dopo American Serial Killers e Genesi Mostruose, Figli di Caino raccoglie le numerose indagini ed i molteplici studi dell’autore (ben 18 pagine di note finali, fonti e bibliografia) affermandosi come l’opera definitiva sull’evoluzione dell’assassino seriale, dall’età della pietra ai giorni nostri.
Figli di Caino – Peter Vronsky
C’erano solo i “mostri”, assassini che la società ha identificato prima come lupi mannari, vampiri, ghoul e streghe e, più tardi, come psicopatici hitchcockiani.
In “Figli di Caino”, lo storico investigativo Peter Vronsky esamina la comprensione degli omicidi seriali dalla loro dimensione evolutiva antropologica preistorica nell’era pre-civilizzata (circa 15.000 a.C.) a oggi.
Approfondendo la storia dell’uomo e la sua psiche, Vronsky si concentra sui serial killer sessuali, assassini che si dedicano all’omicidio, allo stupro, alla tortura, al cannibalismo e alla necrofilia per un brivido di eccitazione, in contrapposizione ai serial killer a scopo di lucro, come i sicari, o ai serial killer “politici”, come i terroristi o gli assassini genocidi.
I serial killer sessuali differiscono da tutti gli altri per le loro motivazioni e la base di partenza, ciò da cui nascono. Si tratta di esseri umani peculiari e, come ha dimostrato la cultura popolare, di peculiare interesse.
Informazioni aggiuntive
| Editore | Nua |
|---|---|
| Autore | Peter Vronsky |
Recensione
“Figli di Caino”, oltre ad essere il libro preferito dallo stesso autore (leggi l’intervista), è l’opera che lo consacra tra i massimi esperti in materia di profilazione di assassini seriali.
Con taglio quasi enciclopedico, l’opera è divisa in tre macro sezioni dove la figura del serial killer viene analizzata attraverso varie lenti: evolutiva, mitologica, psicologica e sociale illustrando così la trasformazione, nell’immaginario collettivo, da archetipo immerso nel mito a figura moderna legata ad una sessualità deviata ed al bisogno di sopraffazione come metodo di affermazione di sé.

Peter Vronsky, Ph.d., storico investigativo, autore e regista, Peter Vronsky, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Le ricerche e le conseguenti teorie condivise nel libro da Peter Vronsky, infatti, indagano la natura dell’uccisione stessa e da dove nasce il bisogno di possesso, di controllo e sottomissione negli uomini (gli omicidi sessuali sono in gran parte compiuti da uomini, per approfondire la storia delle donne pluri assassine vedi “Genesi Mostruose”).
Contestualizzando queste manifestazioni nel passato risulta molto interessante il parallelismo tra la “moderna” figura del serial killer e gli inquisitori medievali che soddisfacevano i loro impulsi sadici e violenti contro le donne protetti da un concetto di religione intriso di ignoranza e morbosità.
Questo è uno dei vari esempi che Vronsky ci offre per spiegare quanto il fenomeno dell’omicidio seriale sia sempre esistito e quanto sia stato frainteso nel corso dei secoli fino ad alimentare, in un determinato periodo storico, il mito del licantropo.
“Figli di Caino” indaga inoltre sulle cause che portarono a quella che viene definita la “golden age dei serial killers”, il picco di omicidi seriali che avvennero negli Stati Uniti tra il 1960 e la fine degli anni ’90.
Conclusioni
“Figli di Caino” è un saggio sulla natura umana, sugli istinti primordiali latenti ma ancora presenti in ognuno di noi, è un opera su quanto sia labile il confine tra normalità e devianza, è un libro che ci invita a rapportarci col nostro lato oscuro.
Consigliato non solo agli appassionati di true crime ma a tutti coloro che vorrebbero capire il perché alcuni uomini commettono crimini abominevoli.
Anche se non esiste una risposta definitiva, Peter Vronsky ci rivela più di quanto, probabilmente, si è disposti a sapere fornendoci, inoltre, un ottimo background di psicologia criminale.
Lettura consigliatissima!


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