Nel primo appuntamento con la rubrica Vampiri: Oltre la leggenda parleremo del caso di Susan Walsh, una giornalista misteriosamente scomparsa a seguito di alcune indagini che la vedono coinvolta con personalità decisamente ambigue e pericolose. Una vendetta di una pericolosa associazione criminale o qualcosa di più?

Il caso Susan Walsh

Il 16 luglio 1996 la giornalista Susan Walsh accompagna suo figlio dodicenne dal padre dicendo di dover fare delle commissioni. Da quel giorno ad oggi, nessuno sa più nulla di lei. Nella sua casa vengono ritrovati effetti personali, soldi e documenti; la polizia inizia ad indagare nella vita della ragazza ed emerge un passato fatto di alcol e depressione.

Susan però conosce un bravo ragazzo, lascia il suo lavoro di spogliarellista, si sposa, ha un figlio e comincia a scrivere articoli per il The Voice of Village.

È una freelance brava e intuitiva e presto inizia ad indagare su un giro di ragazze che dall’est Europa vengono introdotte negli Stati Uniti per prostituirsi e lavorare nei night club. Il suo reportage viene pubblicato ma pesta i piedi alla mafia russa che è dietro al traffico di donne. Qualche tempo dopo confessa ad un’amica di sentirsi pedinata, di essere in ansia. Nonostante ciò, Susan punta ad un altro scoop: passa sempre più tempo nel quartiere newyorkese di Greenwich Village, dove in quegli anni sorgono alcuni “club vampiro”.

Il caso Susan Walsh - Vampiri- oltre la leggenda - articolo di giornale
Il caso Susan Walsh – Vampiri- oltre la leggenda – articolo di giornale

Alla fine degli anni ‘60 questo quartiere divenne il centro mondiale del movimento di liberazione omosessuale ed anche oggi il Village continua ad essere importante luogo di consumo artistico e culturale. Susan Walsh dunque, intreccia amicizie, cerca di integrarsi, raccoglie informazioni nell’underground che sta emergendo dalle fila degli ambienti goth dopo l’uscita, nel 1994, del film “Intervista col vampiro”. Ad un collega confessa però, di essere stata invitata in un furgone da “un vero vampiro” che avrebbe condiviso con lei alcuni segreti. Ovviamente la donna declina l’invito, concluse il suo articolo e lo passa al giornale.

Qui le cose cominciano a girare male, il reportage sui vampiri viene giudicato “non oggettivo” e lei viene definita “ossessionata”. La collaborazione si interrompe bruscamente, Susan ricade nella dipendenza da psicofarmaci e alcol, divorzia e torna a lavorare allo stripclub.

Il 16 luglio 1996 scompare e ad oggi, il suo è un “cold case”, un caso irrisolto.

Che fine ha fatto Susan Walsh?

La conclusione più logica e più naturale è che Susan Wash sia finita per mano della mafia russa pagando un’indagine che ha scavato dove non doveva, ma siamo proprio sicuri che sia davvero tutto?

Delle comunità vampiro ne ho parlato più volte, posso dire di conoscere bene le loro dinamiche e sono certa al 100% che mai avrebbero tollerato attività illecite svolte da un loro membro, ne allora ne oggi ma è pur vero che le mele marcie sono dovunque. È sempre possibile che qualcuno nasconda la propria devianza sotto la facciata dell’appartenenza ad un movimento alternativo e “l’argomento vampiri” può nasconderne tante di devianze…

E se per un attimo considerassimo che possa aver scoperto “altro”?

Questa è solo la prima parte di una rubrica dalla quale emergeranno molti dubbi su cosa possa nascondersi nella notte. E se esistesse qualcosa di molto simile alla creatura succhia-sangue che tanto ci è familiare grazie ai films? In fondo c’è una famosa frase che Anne Rice pronunciò durante un’intervista:

Immagino così vividamente i personaggi dei miei libri che a volte temo che questi possano apparirmi davvero…

Letture pertinenti

Piercing the Darkness: Undercover With Vampires in America Today di  Katherine Ramsland
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Katherine Ramsland, professoressa di psicologia forense alla DeSales University in Pennsylvania, criminologa e scrittrice prolifica è l’autrice di numerosi libri sui meccanismi delle menti criminali e di Piercing the Darkness: Undercover With Vampires in America Today, un libro che sembra avere l’intento di aggiungere qualcosa di reale, di oggettivo in più al caso Susan Walsh ma che stando alle recensioni lette in rete però, pare si perda nella descrizione delle subculture dark.

La Ramsland fa del suo meglio per abbattere lo stigma sull’underground vampiro da apparire non osservatrice esterna ma lei stessa “ossessionata” dai vampiri…(come la Walsh), e questo mi stupisce non poco ma poi scopro che nel 1995 pubblicò The Vampire Companion: “The Official Guide to Anne Rice’s the Vampire una guida ai lavori di Anne Rice fino ai primi cinque libri delle Cronache di Vampiri.

The Vampire Companion: “The Official Guide to Anne Rice's the Vampire di  Katherine Ramsland e Anne Rice
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Un’altra fan dei vampiri cinematografici o un’altra mente brillante che, seguendo le sporadiche “briciole di pane” lasciate qua e là come segno della presenza di “qualcosa” di più di quello che immaginiamo, si è lasciata affascinare dalle tenebre?

Chi può dirlo? In fondo è più rassicurante tirare in ballo il fanatismo che considerare l’esistenza di qualcosa che, nella improbabile ipotesi fosse accertata, ribalterebbe ogni convinzione etica e sociale ridefinendo priorità e ordine morale!

Nel secondo capitolo di questa rubrica analizzeremo altri “segnali”, seguiremo altre piste che ci condurranno ad attacchi di animali e sacche di sangue scomparse, misteriosi raduni e strani avvistamenti fino a conoscere un vero “immortale”!

Seguitemi nelle tenebre

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