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Il pendolo di Foucault è un romanzo del celebre scrittore italiano Umberto Eco pubblicato nel 1988 dalla casa editrice Bompiani e  consta di ben 704 pagine. È ambientato negli anni della vita dello scrittore, fino ai primi anni ottanta.

Il pendolo di Foucault è suddiviso in dieci parti che rappresentano le dieci Sephirot. Il romanzo è ricco di citazioni esoteriche, dalla Cabala all’alchimia e alla teoria del complotto, così tante che il critico letterario e romanziere Anthony Burgess ha suggerito che sarebbe stato utile un indice.

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) è stato un semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico, bibliofilo e medievista italiano. Nel 1980 Eco esordì nella narrativa.

Il suo primo romanzo, Il nome della rosa, riscontrò un grande successo sia presso la critica sia presso il pubblico, tanto da divenire un best seller internazionale. Nel 1988 pubblicò il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, una sorta di satira dell’interpretazione paranoica dei fatti veri o leggendari della storia e delle sindromi del complotto.

I Romanzi successivi sono L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e “Numero zero (2015), tutti editi in italiano da Bompiani.

Il pendolo di Foucault – Trama

Il pendolo di Foucault di Umberto Eco
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Questo romanzo si svolge dall’inizio degli anni sessanta al 1984 tra una casa editrice milanese e un museo parigino dove è esposto il pendolo di Foucault. Si svolge dal 1943 al 1945 in un paesino tra Langhe e Monferrato. Si svolge tra il 1344 e il 2000 lungo il percorso del piano dei Templari e dei Rosa-Croce per la conquista del mondo. Si svolge interamente la notte del 23 giugno 1984, prima in piedi nella garitta del periscopio, poi in piedi nella garitta della statua della Libertà al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi.

Si svolge la notte tra il 26 e il 27 giugno dello stesso anno nella stessa casa di campagna che Jacopo Belbo, il protagonista, ha ereditato da suo zio Carlo, mentre Pim rievoca le sequenze temporali di cui si è detto sopra. In sintesi: tre redattori editoriali, a Milano, dopo avere frequentato troppo a lungo autori “a proprie spese” che si dilettano di scienze occulte, società segrete e complotti cosmici, decidono d’inventare, senza alcun senso di responsabilità, un Piano. Ma qualcuno li prende sul serio.

Recensione – Raffinatezza ed ermetismo

“Lo stupido può anche dire una cosa giusta, ma per ragioni sbagliate.”

Il pendolo di Focault è un libro raffinato, misterioso e complesso. Il linguaggio utilizzato è quello indubbiamente di una persona molto colta e ben addentrata nell’oscura materia. Non è una lettura leggera come si può ben intuire, ma questo non significa che non sia piacevole, anzi tutt’altro. Avere un bagaglio umanistico e filosofico aiuterà il lettore a sollevare i veli e a comprendere a pieno i vari significati.

Il sonno della ragione genera mostri

Il Pendolo di Foucault fa comprendere che le deviazioni dalla ragione generano mostri con conseguenze difficili da accettare. Eco in questo volume si propone l’intento di riscrivere la storia culturale italiana degli anni ‘70 e ’80 del secolo scorso in chiave ermetica come un alchimista; le digressioni letterarie, filosofiche e culturali rimangono per gran parte celati al comune lettore. Si intraprende un viaggio fuori e dentro di sé, si mettono in dubbio molte cose e alla fine si emerge più confusi di prima.

Un libro per un lettore non convenzionale

Il Lettore viene travolto nel vortice mesmerizzante della lettura del Pendolo. È da chiarire che non è un libro per tutti sia a livello di gusti sia a livello culturale. Si potrebbe definire un libro per adepti o comunque per gente avvezza a determinati contenuti sofisticati. La mole è notevole e ogni pagina va assimilata a piccole dosi. Per leggere quest’opera bisogna prendersi del tempo e riflettere.

Il labirinto di Eco

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Bogaerts, Rob / Anefo, CC0, via Wikimedia Commons

Riassumere la trama de Il pendolo di Foucault non è un’operazione semplice. È facile perdere il bandolo della matassa nel labirinto ideato da Eco.

Il Pendolo non ha una trama, non ha un tempo e non ha un’azione. È la storia di alcuni redattori milanesi, tra gli anni ’70 e ’80, e del loro sgangherato gruppo lavorativo.

Ma è anche la storia di una colossale mistificazione che, ordita con avventata leggerezza, si trasforma in un inquietante scenario. Ed è anche la storia di una sola notte di tregenda, quella del 23 giugno 1984 e di una terribile soluzione finale.

Infine è la storia di un’altra notte, quella del 27 giugno 1984, nella vecchia casa di campagna di uno dei protagonisti, dove tutto viene raccontato, dove tutto sembra finito e dove tutto deve ancora misteriosamente cominciare.

In tutte queste storie fanno la loro comparsa una miriade di personaggi, di miti, di leggende, provenienti da tutto il sapere storico, tutto il sapere cosmico e tutto il sapere ermetico: dai Templari, ai Rosacroce, dai Miti Celtici, ai Culti dell’antico Egitto, dal Santo Graal , ai Vangeli Apocrifi, da Napoleone a Hitler, a Cagliostro.

Conclusioni generali – Il libro per gli amanti del mistero

Il pendolo di Focault è un libro fatto di libri perché all’interno si trovano molteplici storie. È come avere una lente d’ingrandimento nell’oltre tomba per guardare i demoni e gli spettri che attendono nell’oscurità.

Un’opera straordinaria con un finale che personalmente non sono riuscita a captare appieno nelle sue varie sfumature. Il pendolo è una lettura da concedersi in inverno in un periodo insomma tranquillo, non c’è da aspettarsi di andare sotto l’ombrellone e cercare di capirci qualcosa. È un’opera che a mio avviso merita di essere conosciuta ed esaminata in profondità.

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