La trilogia del “Grishaverse”  ha fatto discutere di sé, grazie alla recente serie tv Netflix, conquistando il cuore di diversi lettori.

Tale trio di libri, formata da Tenebre e Ossa, Assedio e Tempesta, Rovina e Ascesa, scritto da Leigh Bardugo, compone la prima parte di quello comunemente chiamato “Grishaverse”, l’universo creato dalla scrittrice, con forti influenze slave e germaniche e un sistema magico interessante.

La Trilogia del Grishaverse – Trama

L’orfana Alina Starkov ha pochi punti fermi nella vita: il lavoro da mappatrice e il suo amico Mal. La sua vita piatta cambia lei e Mal vengono reclutati nel Primo Esercito ed entrano nella Faglia, una zona d’ombra che taglia a metà il suo Paese: scopre un potere che non aveva idea di possedere e viene catapultata tra i Grisha, i praticanti della Piccola Scienza. Sotto l’influenza dell’Oscuro, Alina entra nei giochi politici di Rakva come figura chiave, grazie al suo potere, e si trova a dover prendere una decisione che ne determinerà la sorte.

Recensione

Avvisiamo che la recensione potrebbe contenere degli spoilers, sebbene cercheremo di limitarli.

Vi state chiedendo perché sia un’occasione sprecata? Andiamo con ordine, iniziando dagli elementi positivi.

Il sistema magico è complesso, in quanto i Grisha, ovvero coloro che manipolano gli elementi, attingono potere solo da un determinato aspetto naturale. Non generano incantesimi, tranne in rare eccezioni e solo i più potenti possono farlo, e la loro longevità dipende dalla portata del loro potere. Più è raro e potente, più sono longevi.

I Grisha chiamano il proprio dono “piccola scienza” proprio perché più legata al mondo materiale, piuttosto che il mezrost, la magia, pericolosa e instabile.

Tenebre e ossa. GrishaVerse di Leigh Bardugo

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Abbiamo tre scuole: Coporalki, coloro che manipolano gli elementi del corpo umano. Dentro questa branca abbiamo gli Spaccacuori, che possono modificare le cellule, controllare i flussi sanguigni, stritolare polmoni e fermare i battiti cardiaci.

I Guaritori, capaci di guarire gran parte delle ferite. E infine abbiamo i Plasmaforme, coloro che possono modificare l’aspetto di una persona.

Gli Etheralki controllano un elemento della natura, che sia fuoco (Inferni), acqua (Scuotiacque), aria (Chiamatempeste), tenebre o luce (Evocatori di Luce e Tenebre); quest’ultimi sono molto rari. La terra è omessa, forse perché più legata al gruppo seguente.

Per ultimi, i Materialki, il cui potere si concentra su metalli, vetro e tessuti. Si dividono in Alchemi, specializzati in veleni e polveri esplosive e Tempratori, che manipolano sostanze solide.

Ambientazione e personaggi

La storia è ambientata in una Russia nei primi anni dell’ottocento e vi sono dei riferimenti al folklore, come l’Uccello di Fuoco, e dobbiamo dire che è apprezzabile una situazione diversa dal medioevo anglosassone.

Assedio e Tempesta. GrishaVerse di Leigh Bardugo

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Abbiamo gradito la caratterizzazione dei personaggi secondari, in particolare dell’antagonista e sua madre, a nostro parere i più interessanti tra tutti.

Sebbene sia presentato come il classico “cattivo ragazzo”, ha un suo sviluppo durante la storia. È affamato di potere e vendetta ma crede davvero di portare salvezza ai Grisha, perseguitati da sempre. La sua vita incredibilmente lunga lo ha portato a temere la solitudine, paura che condivide con sua madre. Infatti Baghra lo ha generato sperando di avere un figlio come lei e questo stesso desiderio di colmare la solitudine spinge l’Oscuro a provare una folle ossessione per Alina, unica come lui.

Baghra ha cresciuto il figlio nell’isolamento, insegnandogli a non fidarsi di nessuno, esperienza che lei apprese a caro prezzo. Nonostante non sia un personaggio totalmente positivo, Baghra aborra le azioni del figlio, dimostrando che anche una Grisha cinica come lei ha dei limiti.

Genya e Zora sono altri personaggi interessanti: la prima è una Grisha Plasmaforme che ha sofferto abusi dalla classe dominante, mentre Zoya è una Grisha Chiamatempesta, venduta da ragazzina da sua madre in un matrimonio combinato e salvata dall’oscuro. Entrambe sono donne segnate da un passato tragico in cerca di riscatto e credo siano personaggi più caratterizzati della protagonista.

Nikolai è il secondo personaggio più apprezzato dai lettori e capiamo perché: è forse il pretendente di Alina più moderato, ambizioso ma anche empatico, rispetta i suoi spazi e vuole davvero rendere Ravka un regno migliore. Purtroppo per lui Alina non ricambia i suoi sentimenti.

I lati negativi

Passiamo ai lati negativi: Alina è la classica protagonista degli Young Adult del ‘2012, non ha una vera e propria personalità marcata perché serve alle lettrici per proiettare loro stesse su di lei. Solo a fine libro avrà uno sprizzo di personalità, ma non abbastanza forte da emergere fino alla fine. È bella, ma nega di esserlo, nega di essere forte nonostante sia evidente che lo sia e si trastulla tra due gelosi ossessivi.

Rovina e Ascesa. GrishaVerse di Leigh Bardugo

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Mal è un personaggio che nel primo libro è quasi del tutto inutile, a parte le menzioni di Alina, ha una rilevanza solo nel finale e nei libri successivi, con un colpo di scena sulla sua famiglia a nostro parere forzato. Tratta male Alina, il suo razzismo verso i Grisha vorrebbe spingere Alina a reprimere i suoi poteri, peggiorando la sua situazione. Nonostante sia andato a letto con diverse ragazze, accusa Alina di essere una poco di buono per gelosia e la ferisce baciando un’altra.

Sinceramente Alina meriterebbe di stare da sola perché i due pretendenti non sono il massimo, almeno l’Oscuro è presentato come l’antagonista della storia, al contrario di Mal.

Il secondo libro è il peggiore della trilogia, in quanto presenta un inizio frettoloso, con colpi di scena che si succedono uno dopo l’altro, per poi passare a momenti morti e noiosi. Invece il terzo presenta un inizio inutile, con il tentato di colpo di stato da parte dell’autorità religiosa che però non avrà una vera e propria conseguenza fino a fine libro.

Piccolo focus sull’utilizzo dei cognomi: la Bardugo fa lo stesso errori di molti statunitensi, in quanto la lingua russa presenta i cognomi che si declinano in base al genere della persona. Quindi Alina avrebbe il cognome Starkova e non Starkov.

A nostro parere, è una serie carina ma nulla di eccezionale. Si vede che è la prima opera dell’autrice, ma la storia del mondo, il sistema magico e i personaggi secondari sono le reali salvezze della trilogia del Grishaverso.