Ed Gein è tra i più inquietanti e controversi serial killers necrofili della storia. Anche i fans più esperti di true crime non possono non provare terrore di fronte alle sue azioni.

Nonostante sia stato condannato “soltanto” per l’omicidio di due donne, si ritiene abbia ucciso circa quaranta volte. Quello che gli investigatori ritrovarono nella sua fattoria, valsero ad Edward Theodore Gein, l’appellativo di “macellaio di Plainfield”, le sue indicibili azioni hanno ispirato romanzi e film di successo. Mai come in questo caso però, la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Ed Gein

Edward Gein nasce il 27 agosto 1906 a La Crosse, nello stato del Wisconsin. Suo padre George è violento ed alcolizzato e sbarca il lunario saltando da un lavoro all’altro fino a quando non trova stabilità come agente assicurativo. Questo permette alla famiglia Gein di acquistare una fattoria e trasferirsi a Plainfield.

La madre, Augusta Lehrke, luterana dedita al fanatismo religioso, cresce i suoi due figli, Ed e Henry, nell’isolamento più totale, inculcando in loro l’idea dell’assoluta immoralità del mondo ed in particolare delle donne, tutte sordide tentatrici emissarie del demonio, eccetto lei.

A scuola, i ragazzi, Ed in particolare, socializzano poco, sono considerati strambi, il loro rifugio è l’isolata fattoria di famiglia e la rigida educazione che la madre impone loro. Con l’arrivo dell’adolescenza, il figlio maggiore Henry comincia ad opporsi alle severe proibizioni di Augusta creando un contrasto sempre maggiore con Ed, completamente manipolato da sua madre.

Il primo probabile omicidio

Infografica Ed Gain il macellaio di Plainfield presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

Infografica Ed Gein il macellaio di Plainfield presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

Quando il capofamiglia George Gein muore, Ed si lega ancora più morbosamente a sua madre mentre i contrasti con Henry che cerca di condurre una vita normale “nel mondo”, crescono.

Nel 1944, mentre i due fratelli svolgono dei lavori in un’aerea della fattoria, si sviluppa un incendio in cui Henry perde la vita. All’arrivo della polizia, Ed dichiara di aver perso di vista il fratello tra le fiamme ma poi indica il punto preciso in cui giace il suo cadavere. Nonostante il medico legale riscontri una profonda ferita alla testa, Henry Gein viene dichiarato morto per asfissia.

Ed resta da solo con sua madre, se ne prende cura fino alla morte di lei, al suo funerale piange disperato e inconsolabile.

Prima vittima e poi carnefice

In Ed Gein, il trauma della perdita compromette irreversibilmente un equilibrio psichico già precario probabilmente dovuto a problematiche mentali presenti già alla nascita. Lo stile di vita austero, i tabù estremizzati, il carattere debole e suggestionabile furono determinanti nel formare “il macellaio di Plainfield”.

Riproduzione della stanza del cucito di Ed Gain presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

Riproduzione della stanza del cucito di Ed Gain presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

I terrificanti feticci ritrovati nella sua fattoria e quello che emerse dalle confessioni, fanno di Ed Gein un indicibile figura malefica ma anche l’ennesima vittima del fanatismo religioso e di una moralità fraintesa. Durante un interrogatorio, Edward confessò di aver avuto il suo primo orgasmo all’età di circa undici anni, vedendo i genitori macellare un maiale. Questo episodio è uno dei tanti segnali a supporto dell’esistenza di un lato oscuro e malato aggravato però, dal contesto disfunzionale in cui Ed Gein è cresciuto. Augusta obbligava i suoi figli a trascorrere i pomeriggi leggendo il Vecchio Testamento e ascoltando le sue prediche puritane sui desideri carnali e le conseguenze del peccato.

Una volta, la donna sorprese Ed a masturbarsi nella vasca da bagno e per punizione lo costrinse ad immergersi nell’acqua bollente definendo i genitali maschili “la maledizione dell’uomo”. In un’altra occasione pretese dai suoi figli la promessa di restare casti a vita. Senza ombra di dubbio, la visione distorta della sessualità che Augusta Lehrke trasmise a suo figlio Ed, la rese complice involontaria della follia perversa del “macellaio di Plainfield”.

La fattoria degli orrori

Il 16 novembre 1957 Berenice Worden, proprietaria di un negozio di ferramenta, sparisce nel nulla lasciando il registratore di cassa aperto e alcune macchie di sangue sul pavimento. Alcuni testimoni riferiscono agli agenti di aver visto Ed Gein la sera prima e il mattino seguente acquistare alcuni utensili e dell’antigelo. Gli ultimi due scontrini emessi corrispondono, Ed è l’ultima persona ad aver visto Berenice viva.

L’uomo viene posto in stato di fermo e, mentre la polizia cerca di interrogarlo, la sua abitazione viene perquisita e si scopre l’orrore. Il cadavere decapitato di Berenice è appeso per le caviglie a testa in giù, completamente sventrato. La testa è in una stanza attigua con due chiodi conficcati nel cranio. La donna è stata uccisa con un colpo di fucile alla testa.

Nella casa vengono ritrovati i resti di Mary Hogan, una barista scomparsa tre anni prima, ma non è tutto. Lampade e sedie sono tappezzate di pelle umana, calotte craniche utilizzate come ciotole, quattro teschi adornano le testate del letto, viene rinvenuta una cintura realizzata con capezzoli umani, un corsetto ricavato da un torace femminile scuoiato dalle spalle alla vita, nove maschere di pelle umana e labbra come decorazione alle finestre oltre ad un numero imprecisato di nasi, vulve, unghie femminili e ossa. L’abitazione versa in uno stato di degrado e sporcizia tranne la camera appartenuta alla madre di Ed tenuta pulita e ordinata.

La confessione

Modello di manufatto di Ed Gein in esposizione presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

Modello di manufatto di Ed Gein in esposizione presso “Serial Killer Exhibition” Milano 2023

Dopo circa trenta ore dall’arresto, l’imputato cede e inizia a confessare. Una volta rimasto solo, Ed cominciò ad introdursi nei cimiteri di notte per disseppellire i cadaveri. Attraverso i necrologi riusciva ad informarsi sulle donne decedute da poco e violava le sepolture di quelle che somigliavano a sua madre. Giurò di non aver mai avuto rapporti sessuali con nessuno dei corpi perché “avevano un cattivo odore” ma provava piacere staccando la pelle e indossandola, ammise di essere curioso di sapere cosa significasse avere il seno e la vagina, e spesso sognava di essere una donna. Ed Gein non era omosessuale ma, come riferì alla polizia, “era affascinato dalle donne per il potere e la presa che hanno sugli uomini”.

Dopo un po’ decise che era troppo faticoso disseppellire i corpi, era più facile uccidere le donne e portare i loro corpi nella sua fattoria per ulteriori “esperimenti”. Ad entrambe le vittime accertate Ed sparò alla testa con una pistola calibro 22.

Da approfondite ricerche nella sua casa e nel terreno circostante furono rinvenuti i resti di oltre venti donne che giurò di aver disseppellito e non ucciso.

Il processo

Nel 1958 Ed Gein fu giudicato malato di mente e quindi non in grado di sostenere un processo. Fu condotto all’ospedale statale Dodge Correctional Institution nel Wisconsin.

Lapide della sepoltura di Ed Gein

Lapide della sepoltura di Ed Gein

Dieci anni dopo, i medici ritennero che era “abbastanza sano” da essere processato, ma fu ritenuto nuovamente non colpevole per infermità mentale. Trascorse gli ultimi sedici anni in un manicomio criminale. Nel 1984, Gein morì per insufficienza respiratoria conseguente ad un cancro. Fu sepolto nel cimitero di Plainfield accanto a sua madre, non lontano dalle tombe che aveva derubato anni prima. La sua tomba divenne meta di morbosi pellegrinaggi e i visitatori presero l’abitudine di staccare un pezzo dalla lapide come souvenir.

Nel 2000 fu rubata e ritrovata un anno dopo in un magazzino a Seattle.

Ora è conservata nel museo nella contea di Waushara (Wisconsin).

Nella cultura di massa

La storia macabra di Ed Gein ha ispirato romanzi e film di successo: modellati a sua immagine Norman Bates in “Psycho”, Leatherface in “Non aprite quella porta”, Buffalo Bill ne “Il silenzio degli innocenti” e Oliver Thredson “bloodyface” nella serie tv “American Horror Story, Asylum”.

Nel 2000, Chuck Parello firma la regia del film “Ed Gein, il macellaio di Plainfield”.

Molti i riferimenti musicali, da “Ed Gein” brano della band grindcore Macabre a “Dead Skin Mask” degli Slayers, dai Church of Misery con il brano “Plainfield” a “Nothing to Gein” dei Mudvayne, solo per citarne alcuni.

Curiosità

  •  Il 27 marzo 1958, la fattoria di Ed andò a fuoco, circa una settimana prima che venisse venduta all’asta. L’incendio, quasi sicuramente doloso, ridusse in cenere la casa prima che diventasse un museo dell’orrore. Quando il proprietario, in detenzione, apprese la notizia fece spallucce e mormorò “meglio così”.
  • La Ford Sedan con la quale Gein trasportava i cadaveri delle sue vittime e i corpi riesumati dal cimitero, venne acquistata dal proprietario di un luna park, un certo Bunny Gibbons che ne fece un’attrazione chiamandola “Ed Gein Ghoul Car”. In un’epoca priva del potere dei social, la voce si sparse così in fretta che nella prima settimana, più di duemila persone visitarono l’auto del serial killer. Successivamente la Mental Health America del Wisconsin riuscì a far proibire lo spettacolo.
  • Non ho mai ucciso un cervo” Questa dichiarazione apparentemente normale rilasciata da Ed durante il processo lasciò ipotizzare che abbia consumato e fatto consumare agli ignari vicini di casa della carne umana. In alcune occasioni, infatti, aveva offerto loro della carne asserendo essere di cervo, da lui cacciato e cucinato. In tribunale, invece, dichiarò di non aver mai ucciso un cervo.
  •  Nel 2012 fu distribuito nelle sale “Hitchcock” diretto da Sasha Gervasi. Il film  ripercorre la realizzazione di “Psycho” e vede Anthony Hopkins nel ruolo di Alfred Hitchcock. In alcuni passaggi, il regista in cerca di ispirazione, immagina di dialogare proprio con Ed Gein riuscendo a ricostruire il folle mondo interiore del macellaio di Plainfield.

Autore

  • Roxanne Caracciolo

    Affascinata dal lato oscuro che c'è in ogni persona, mi piace approfondire misteri e leggende. Ho studiato negli anni, tutto ciò che riguarda il vampirismo, a livello letterario, storico e reale. Quando non sono al lavoro o in palestra, sono immersa nella lettura, i miei autori preferiti sono Poe, Lovecraft, Wilde e tra i contemporanei King ed Anne Rice.