Non mi uccidere (2021) copertina

Non mi uccidere è un film del 2021, diretto da Andrea De Sica e tratto dal primo romanzo della trilogia gothic-dark  tutta italiana, di Chiara Palazzolo: Non mi uccidere.

Il ruolo dei protagonisti è affidato a Alice Pagani e Rocco Fasano. Il film è prodotto dalla Warner Bros Enterteinement ed è disponibile sulle piattaforme streaming e fra cui Netflix.

Non mi uccidere – Trama

Non mi uccidere (2021) locandina
Non mi uccidere (2021) locandina © IMDB

Mirta ha vent’anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l’eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta.

Recensione

Lessi i libri alcuni anni fa e mi colpirono subito. Amanti dell’horror, dei vampiri e degli zombie questa pellicola può fare al caso vostro. Definito come il Twilight italiano, direi che il paragone è poco calzante.

Quella di cui vi parlo non è una semplice storia d’amore tra due adolescenti o una cotta per il ragazzo più figo. “Non mi uccidere” è un titolo che implica una richiesta precisa ed è il simbolo rappresentativo di una pellicola forte, non superficiale, che scava nell’oscurità e nella sete di possesso e sangue insita nella natura umana.

Rispetto al libro, il film è più veloce, ma abbastanza fedele. La colonna sonora resta impressa e gli effetti speciali sono buoni. La cosa che colpisce subito della storia è l’angoscia profonda della protagonista. Mirta esce dalla tomba ed è disperata, le sue urla sono strazianti.

Prima di rendersi conto di cosa sia diventata e di quale sarà il suo destino, prima di soffrire per il distacco dalla famiglia o per la fame insaziabile, lei si rammarica di essere tornata indietro senza il suo Robin. Quello tra i due è senza dubbio un amore folle e disfunzionale. Mentre inizia la sua transizione lei attende il suo ritorno fedelmente, per lei è stato l’unico e ciò le rende impossibile dimenticarlo.

Rocco Fasano and Alice Pagani in Non mi uccidere (2021)
Rocco Fasano and Alice Pagani in Non mi uccidere (2021) © IMDB

L’unica cosa che trovo poco convincente è la causa che innesca la maledizione dei sopramorti e gli permette di tornare. I giovani, morti in circostanze rapide e violente, come per espletare faccende insolute o saziare appetiti mai sedati ritornano in vita. Una motivazione breve, chiara e coincisa, ma per me un po’ banale.

Dipendenze e oscurità

Questa storia violenta tra amore e abbandoni fa luce anche su un altro aspetto: l’amore malato e le dipendenze sia affettive che da sostanze stupefacenti. Mirta è stata traviata e rovinata da questi concetti e neppure di fronte alla fame che l’ha trasformata nella feroce Luna, riesce a comprendere la verità: gli uomini sono malvagi. Tutti. Lei deve imparare a essere più crudele di loro.

Dal padre che tradisce la madre, da coloro che vogliono sfruttare sessualmente le donne ritenendole oggetti, fino ai cacciatori di sopramorti che continuano la moderna caccia alle streghe. Una dichiarazione femminista in una favola dark assolutamente attuale.

Sia Mirta che l’altra sopramorta che l’accompagna alla scoperta di sé, sono creature profonde e capaci di amare e odiare in maniera assoluta. Spinte dalla vendetta e dalla fame.

Tutto quello che le rende potenti spaventa gli uomini forse perché ciò che sono le rende selvagge e libere oltre che inarrestabili.

In definitiva

Quel che mi è piaciuto è che alla fine Mirta impara dai suoi errori e non subisce gli eventi passivamente. Si trasforma nell’esatto opposto di quello che era in vita, da vittima diventa carnefice e impara a farsi rispettare.

Il film ha ricevuto dei buoni consensi dalla critica e diverse candidature tra cui miglior film, miglior fotografia, miglior montaggio e colonna sonora, questo lascia pensare che realizzeranno anche gli episodi successivi. Io me lo auguro soprattutto per il potenziale insito nella storia di Mirta, affinché venga alla luce anche la cinematografia ispirata ai libri italiani.

 

1 commento

  1. Non l’ho ancora visto ma lo recupererò assolutamente!

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