Klabautamann

“numbered” è il nuovo album della band progressive black metal tedesca  KLABAUTAMANN disponibile dalla fine del  2021. Numbered è un concept album sul tema che tutte le cose nella vita sono in realtà limitate, numerate – una contemplazione profonda delle esperienze di perdita e dolore vissute dal mastermind Tim Steffens negli ultimi anni.

Abbiamo invitato KLABAUTAMANN per una breve intervista, così da raccontarci qualcosa sull’origine di questo album.

Innanzitutto benvenuto. Siamo felici di averti qui sul nostro portale e di averci concesso di proporti questa intervista. Spero sia per te lo stesso.

Salve a tutti e grazie per l’opportunità. L’ho apprezzata molto.

Il nuovo album numbered vedrà la luce il 1 maggio 2022 nella nuova versione in vinile. Sei eccitato per questo evento?

Sì, molto! Non solo perché sono molto soddisfatto dell’album dal punto di vista musicale, ma anche perché il processo di creazione stesso è stato una piccola avventura: registrare con musicisti da tutta Europa nel periodo del Covid – incluse due sessioni di registrazione di batteria in una casa isolata alimentata a energia solare in Ungheria, una campagna di crowd-funding per la versione in vinile del disco nella quale siamo andati vicinissimi all’obiettivo, un grande ritardo e l’aumento delle spese per la produzione del vinile a causa della mancanza di risorse – e ora (a una settimana dall’annuncio dell’uscita) dobbiamo ancora attendere perché gli LP non sono ancora stati spediti… Dovrebbe essere una questione di giorni, credo.

Il tema dell’album è molto forte e ci riguarda tutti perché di fatto tutti noi siamo vivi. LA vita stessa è caduca. Il nostro tempo su questa terra è limitato, lo sono le nostre esperienze, vittorie e sconfitte. Come mai hai deciso di soffermarti proprio su questi temi?

''Numbered'' di Klabautamann
”Numbered” di Klabautamann

Le canzoni sono state scritte nel corso di diversi anni. Mentre le selezionavo per l’album ho pensato molto al cosa  e dove fossero le cose che mi  hanno spinto a scriverle in quel momento. Ho perso alcuni membri della mia famiglia da allora e sono cambiate molte cose (come l’abbandono della band da parte di Florian) – così la tematica del tutto è limitato era molto presente allora. Non è stato tutto un male, perché mi ha reso consapevole che questa “finitezza” è ciò che rende la vita preziosa e bisogna stare attenti a non sprecarla.

C’è un brano in particolare in questo disco a cui sei particolarmente legato? Perché? Puoi raccontarci come è nato?

Immagino sia “holding on”, perché è nata in un lungo viaggio verso la Nuova Zelanda dove io e mia moglie abbiamo soggiornato in una piccola capanna di legno su una spiaggia isolata. L’atmosfera era malinconica e molto intensa. E la vista del mare dalla finestra è stata d’ispirazione per la copertina dell’album.

La pandemia ha sicuramente reso la lavorazione di questo album più complessa. Eppure anche questa esperienza è stata parte fondamentale dell’album stesso. Puoi raccontare ai nostri lettori come è stato lavorare in questo modo?

C’erra sempre un senso di “in sospeso” perché non si aveva mai la certezza che la nuova sessione di registrazione ci sarebbe stata. La prima sessione per la voce è avvenuta una settimana prima della chiusura a causa del primo grande lockdown – e Ingo e Chester  hanno dovuto viaggiare dalla Spagna e dai Paesi Bassi fino in Germania. La settimana dopo non potevano più farlo. E per la sessione della batteria abbiamo dovuto raggiungere l’Ungheria attraversando l’Austria in macchina. Abbiamo dovuto attendere un po’ prima che le restrizioni del Covid ci permettessero di muoverci per poter registrare.

Per quanto riguarda il missaggio non sono potuto andare in Svizzera, quindi Anna ha dovuto lavorare da sola con una sessione in remoto e comunicando continuamente via telefono ed email.  Ma alla fine tutto ha funzionato sorprendentemente bene – e confesso che lavorare al progetto mi ha aiutato molto durante l’isolamento.

C’è qualche momento particolare di questa esperienza che vuoi condividere con noi? Un momento che non dimenticherai mai?

Immagino quando Marlon ha suonato “pretending” in un’unica sessione, anche avevamo appena finito di parlare poco poco prima di quello che avrebbe dovuto fare. È un batterista eccezionale!

Ci sono sicuramente alcune influenze in questo album. Del resto siete stati paragonati a band come Opeth, Porcupine Tree, Enslaved e King Crimson. Quanto dovete a queste band in termini di ispirazione?

È difficile da dire perché l’ispirazione per me è un processo inconsapevole. Ma avendo esplorato le band che hai menzionato e il tipo di musica che trattano è abbastanza naturale che la mia musica assomigli un po’ alla loro, anche se sono un autore mi piace anche ascoltare della buona musica.

A breve sarà disponibile la versione dell’album in LP, ma già da gennaio è stata distribuita la versione in formato CD. Come è stato accolto l’album dal pubblico?

Klabautamann
Klabautamann

Ci sono stati tanti feedback positivi sia dai miei amici che dai fan con cui sono in contatto. Anche se abbiamo venduto meno album rispetto a  “Der Ort” o Merkur”. Ma aera una cosa che mi aspettavo e ne abbiamo prodotti non tantissimi 100 Cd e 100 LP. Penso che andranno esauriti nei prossimi mesi.

Cosa hai in programma adesso in termini di promozione dell’album? Prevedi di organizzare qualche tour o altri tipi di eventi dal vivo o online?

Non ho programmi così a lungo termine, Considerando che io sono l’unico elemento fisso della band e che i musicisti vendono da diversi paesi è molto difficile organizzarsi in questo senso. E le mie più grandi più grandi priorità riguardano il mio dolce figlio di 9 mesi, così il mio tempo è molto limitato.

La nostra intervista finisce qui. Spero che abbiate avuto piacere a passare un po’ di tempo con noi anche se in maniera virtuale. Vuoi lasciare un saluto ai nostri lettori?

Grazie per la bella intervista. A tutti i lettori che hanno amato i nostri vecchi lavori, e anche a quelli che sono appassionati di prog rock, date un orecchi oa numbered su klabautamann.de e fateci sapere cosa ne pensate. Buone cose a tutti!

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