Una realtà del futuro che non lascia scampo. Un ospedale psichiatrico così bianco da far male al cuore. Distopico, psicologico, inquietante: questo è Egofobia, l’ultimo romanzo di Michela Mosca, edito da Nua Edizioni.

Ecofobia  – Trama

Stati Uniti, anno 2046.

Egofobia di Michela Mosca

Egofobia di Michela Mosca
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Thomas Horton Parker è un giovane del suo tempo: disilluso, cinico, dipendente dalla tecnologia e solitario. Quello che, da alcuni anni, viene definito con un termine preciso: hikikomori. La sua vita prende una piega bizzarra quando, a seguito della procedura per il trattamento forzato della sindrome H, Thomas viene prelevato e internato presso l’Institute of Rare Mental Pathology, un ospedale psichiatrico rinomato.

Qui, il giovane Thomas dovrà fare a patti con i suoi tormenti, e affrontare le sue paure più profonde. Presso la stessa struttura, nell’ala delle patologie rare, viene ospitata Meredith, una ragazza affetta da un disturbo psichico rarissimo: la sindrome di Cotard, o delirio da negazione. Le vite dei due giovani si intrecceranno in maniera inaspettata, producendo caos e discordia in un mondo che è già crollato a pezzi.

Recensione

In un futuro in cui l’inquinamento climatico ha raggiunto un livello allarmante, e le città sono diventate un tutt’uno con la tecnologia, la vita scorre dividendo le persone tra ricchezza e povertà. Una povertà che si paga molto cara, tra disordini, guerriglia e piogge acide. E una ricchezza che lascia l’amaro in bocca, con i giovani sempre più soli e l’aumento cospicuo di malattie mentali. Di una in particolare: la sindrome H, divenuta ormai un vero e proprio reato.

Thomas, il protagonista di Egofobia, è affetto proprio da questa patologia quando giunge a uno dei più rinomati centri per il trattamento delle patologie mentali degli Stati Uniti.

Egofobia di Michela Mosca Qui è costretto a fare i conti con l’apatia, le allucinazioni, la sua dipendenza dai vecchi film e il passato, in particolare quella ragazza che lo ha fatto soffrire così tanto da lasciarlo in pezzi.

Ma se all’inizio reagisce al trattamento con una buona dose di sarcasmo, presto Thomas si renderà conto di quanto affrontare i suoi problemi lo stia riconducendo verso il mondo esterno, un posto in cui aveva creduto non ci fosse ormai nulla per lui.

Ed è quando entra in contatto con una paziente della famigerata ala X, che crede davvero di poter fare la differenza. Aiutare Meredith, affetta dalla rarissima sindrome di Cotard, a riscoprire la vita è forse la chiave per essere un Thomas migliore?

A incentivare il legame tra i due ragazzi, è il dottor Aristotle Lear, direttore della struttura psichiatrica, che farebbe qualsiasi cosa pur di riportare alla realtà quella ragazza magra ed emaciata, che crede di essere già morta.

Tuttavia la verità rimane sepolta e la situazione precipiterà in una follia dalla quale sembra non ci sia più possibilità di uscita…

Parere personale

Egofobia di Michela Mosca Egofobia non è il primo libro di Michela Mosca che ho avuto il piacere di leggere. Prima di lui, mi sono addentrata nelle spire oscure di Stories from the other side e nelle atmosfere pericolose di Violet Society. Ma devo confessare che con questo romanzo distopico/psicologico, Michela ha saputo davvero superare le mie aspettative.

In generale non sono una grande lettrice di libri a sfondo psicologico, perché mi inquieta sempre addentrarmi troppo nei meandri della mente umana, tuttavia credo che l’autrice abbia gestito la storia molto bene. Si percepisce quel sapore di tragedia che attira il lettore fino alla fine, che fa desiderare di andare avanti a leggere per sapere cosa si celi davvero nel passato di Meredith.
Ho trovato molto reale, concreto, il personaggio di Thomas, con tutti i suoi difetti e uno scenario interiore che spinge il lettore a riflettere a sua volta. Anche se devo ammettere che il personaggio che ho avuto più a cuore è Skip, nonostante il suo ruolo sia marginale.

Quello che mi ha anche sconcertato è l’ambientazione futuristica ipotizzata dall’autrice. Un mondo con un grande divario sociale e l’aparthaid climatico che ha creato nuove aree desertiche, nonché l’arrivo di pericolose piogge acide. Una visione terrificante e molto realistica di quello che ci riserva l’avvenire.

Conclusione

Quello che ho scoperto con Egofobia, è che tutti siamo un po’ hikikomori, in questa società che ci riempie di stimoli fino all’apatia. Ma allo stesso tempo tutti siamo un po’ egofobici, incapaci di guardarci allo specchio senza sottolineare i difetti, incapaci di guardarci dentro fino in fondo e accettare le nostre imperfezioni.

Egofobia è stata una lettura intensa, che mi ha tenuta ancorata alla storia fino alla fine. Consigliata a chi ha abbastanza coraggio da fare un salto dentro se stesso.

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