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Qualche tempo fa abbiamo recensito I primi tre romanzi della saga de La Stirpe del Caos di M.d. Ferres: Furor, Lykos, Aeternum. Come nostra consuetudine abbiamo inviato una breve intervista che ci permettesse di conoscere e far conoscere meglio il suo lavoro.

Benvenuta sul nostro portale, per me è un vero piacere averti come ospite di Vampires Tears dopo aver letto e recensito i primi tre volumi della saga della Stirpe del Caos siamo lieti d’intervistarti.

Grazie a voi per la vostra disponibilità, è un onore.

La prima domanda che vorrei farti è questa: Quando hai iniziato a scrivere Furor il primo dei sei volumi che hai in progetto, sapevi già come avresti strutturato l’intera saga?

Furor di M. D. Ferres
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Per niente. Furor è stato una specie di esperimento, anche se mi piaceva delineare (e far nascere la curiosità su) più personaggi. Poi, in corso d’opera, ho capito che mi era impossibile limitare la storia a un solo libro.

A essere sincera, fino all’ultimo non ero molto sicura di dedicare un volume a ogni membro della squadra, perché non sapevo se sarei stata in grado di gestire il filo narrativo per tanti libri. Però ognuno di loro aveva un mondo interiore che meritava di essere raccontato, quindi mi sono lanciata in questa pazzia.

Quindi, non appena ho iniziato a scrivere Lykos, ho anche dovuto buttare giù uno schema su come si sarebbe dovuta svolgere la storia su sei volumi.

Parlaci anche un pochino di te non soltanto del tuo lavoro, ma soprattutto della tua vita. Chi è Maria? Cosa fai nella vita oltre alla scrittura?

il richiamo del sangue vampira
Foto di Dawn I’ll never tell da Pixabay

Premettendo che ormai ho la possibilità di dedicarmi in modo esclusivo alla scrittura, non mi rimane molto tempo per fare altro. A parte la lettura. Se non leggo almeno un paio di ore al giorno, potrei andare in astinenza. Infatti, prima di essere scrittrice, mi ritengo senza mezzi termini una lettrice compulsiva. Una specie di tossica della parola scritta. Motivo per cui sono anche un’orgogliosa pantofolaia.

A parte questo, sono laureata in Archeologia, quindi fino a poco tempo fa collaboravo con l’università per alcuni progetti. Non a caso il prologo di Furor è una descrizione abbastanza fedele di quello che avviene in un cantiere archeologico. Anche se io sarei più un topo da laboratorio, se proprio dobbiamo dirla tutta. Mi occupo di ceramiche romane e tardoromane.

Ci sono mondi immaginari nella mente di ogni scrittore che possono venire alla luce grazie ai propri scritti. Raccontaci l’idea della profezia di Elon da dove è nata?

Di sicuro i miei studi sono stati la base fondamentale per lo sviluppo della trama “apocalittica” della serie. Dato che nei volumi finora non si ha del tutto chiarezza delle origini della profezia, mi limiterò a dire che la scelta di Göbekli Tepe nel prologo di Furor non è casuale. Poi forse l’aspetto cospirativo dipende anche dalle molte letture di thriller storici e archeologici che ho fatto nel corso degli anni, alcuni dei quali con elementi paranormali.

In ogni caso, mi piace portare lo svelamento del “mistero” per le lunghe (non so se si era notato, ahahah).

Ho amato molto i tuoi personaggi, ovviamente Miriam la protagonista mi ha colpito in maniera molto profonda, ma per te quale di tutti i tuoi figli letterari pensi sia quello meglio riuscito?

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Difficile rispondere, perché di volume in volume sono cresciuta a livello di scrittura e non solo. Nel senso che ho sviluppato anche un modo nuovo di costruire le personalità dei protagonisti, di dare il giusto peso alle luci e alle ombre di ciascuno di loro. Quindi, per questi motivi, e anche per alcune affinità a livello emotivo, credo che Goliath e Tisha siano quelli meglio riusciti, o quantomeno quelli a cui sento di aver dato la complessità che meritavano.

Hakon è senza dubbio uno dei più affascinanti personaggi maschili, ma anche Rickert e Goliath mi hanno fatta sospirare, come hai fatto a crearli in maniera così nitida?

A rischio di sembrare un po’ matta, per delineare le personalità e anche le interazioni (sia fisiche che emotive) tra i due protagonisti, ho bisogno di farle “decantare” nella testa. Quindi mi ritrovo a pensare, immaginare e dirigere le scene del film che si trasformerà in libro durante tutti i momenti di stasi della giornata, compreso quando mi metto a dormire la sera.

Certe volte, quando ho bisogno di capire come far funzionare una cosa, mi stendo con la musica nelle orecchie e fisso un punto nel vuoto.

Inquietante, ma…giuro che anche in quei momenti sto lavorando!

Quale dei grandi autori del passato o di quelli contemporanei hanno ispirato il tuo lavoro e ti hanno fatto appassionare al mondo della scrittura?

Partiamo da un importante presupposto: non sono mai stata appassionata di scrittura, ma solo di lettura. Non credevo che le due cose potessero coincidere. Non ho mai scritto nulla a parte tesi e articoli scientifici prima di Furor e l’idea di provarci non è stata del tutto mia.

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Ho scoperto all’improvviso che scrivere storie mi dava un brivido di piacere e da quel momento non mi sono letteralmente più fermata. Però di sicuro posso dire quali autori hanno lasciato in me un segno e quali hanno dato un grande contributo a imprimere certi temi nelle mie fantasie.

Per quanto riguarda il genere che scrivo, non posso non fare i nomi di Larissa Ione e J. R. Ward. Entrambe hanno sublimato su carta l’immaginario erotic fantasy che già sapevo di amare. Poi, sono sempre stata un’assidua lettrice di horror e thriller (da qui il voler trasmettere anche un po’ d’inquietudine). H. P. Lovecraft e King in prima linea, ma adoro anche le sfumature sci-fi di Crichton e Koontz. Devo ammettere, però, che gran parte delle influenze deriva dal mondo cinematografico, fumettistico, anime. Cito giusto qualcosa: Bram Stoker’s Dracula di Coppola, Blade, Constantine, Elfen Lied, Tokyo Ghoul.

Di tutte le creature fantastiche descritte nei tuoi scritti, quali ami di più? Vampiri, licantropi o altro?

Il primo amore è per i vampiri, forse perché incarnano l’eros e thanatos, sensualità e morte. Il sangue, poi, ha un grande valore evocativo in entrambe le sfere. E non solo, sono le creature che più di tutte possiedono una forte connotazione malinconica e io sono la queen della malinconia. Mi piace lo struggimento.

Cosa consiglieresti agli autori esordienti che lottano per farsi strada nel mondo editoriale italiano?

Æternum Copertina rigida di M. D. Ferres
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Innanzitutto, credo che un autore debba avere chiaro il proprio pubblico di riferimento e, in base a questo, chiedere a blog e bookstagrammer in linea con il genere di leggere il proprio romanzo. Loro sono la base da cui dipenderà il “passaparola”, il “sentito dire”. Il che non significa contattare random più gente possibile, così, dal nulla.

Bisognerebbe prima instaurare un dialogo con i possibili recensori, capire come scrivono, in che modo valutano i libri, essere i primi a seguirli e apprezzare le loro pagine.

Ci vuole organizzazione, pazienza e capacità di gestione dei social, che in pratica coincide con il marketing.

E, soprattutto, ci vuole costanza. Ovviamente partendo da una base qualitativamente buona, cioè il meglio che possiamo ottenere in base alle nostre disponibilità. Affidarsi a figure professionali per grafica ed editing sarebbe la norma (per chi pubblica in self).

Ma c’è anche un altro aspetto importante: bisogna trovare il giusto equilibrio per rimanere umili, ma senza svalutare il proprio lavoro. Accogliere bene le critiche senza strapparsi i capelli dalla testa o mobilitare squadroni della morte contro colui che ti ha lasciato la monostella.

Non demoralizzarsi, non prenderla sul personale, ecco. Anche perché non c’è cosa più antipatica di vedere un autore lamentarsi di quanto i lettori non lo capiscano o lagnarsi che non vende, che non ha recensioni, ecc. Insomma, è davvero un lavoro a tempo pieno.

Puoi svelarci qualcosa dei tuoi prossimi progetti editoriali? Quando uscirà il quarto volume della saga?

Ultimamente mi vengono settoridicimila idee al minuto e quasi non riesco a starci dietro. Posso senz’altro dire che per l’anno prossimo ho in progetto di far uscire tre romanzi (speriamo di riuscirci): il primo è il quarto volume de La Stirpe del Caos (che dovrà vedere la luce necessariamente prima del Festival del Romance di marzo a cui sarò presente con il mio banchetto), poi un altro paranormal di cui non posso svelare ancora nulla, e, infine, un contemporaneo.

Le stesure a cui sto lavorando non sono finite, però. Ci vorrà un po’ più di tempo per ultimarle, ma posso confermare che si tratta di contemporary romance, per restare sul generico. Poi, chissà, magari spunta fuori qualche altra novella breve tra una cosa e l’altra.

Grazie di cuore per essere stata con noi e continua a farci sognare con i tuoi libri e le tue novelle

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