Giuseppe Fiore è un’artista originario di Striano che grazie al suo enorme talento si è spinto a Monaco di Baviera dove lavora attivamente alle sue opere. I suoi quadri molto realistici, soprattutto i ritratti seguono uno stile particolare: presentano un effetto stropicciato molto singolare, ma sono così nitidi da sembrare quasi fotografie.

Le arti visive, come il manga, la progettazione, e soprattutto la pittura a olio sono il fondamento della sua esistenza e possiede un talento artistico decisamente smisurato. Ogni suo dipinto è unico e irripetibile, permeato di luci, figure e soprattutto emozioni e di una plasticità, degna dei grandi maestri del passato e del presente.

La prima cosa che vorrei è che tu ci parlassi di te, delle tue passioni e di come ti sei accostato al mondo dell’arte. Soprattutto vogliamo sapere chi è Giuseppe Fiore?

Sono cresciuto in un piccolo paese della provincia di Napoli (Striano). Sin da piccolo ho avuto una buona predisposizione per il disegno, mi risultava molto naturale e tutti quelli intorno a me erano meravigliati delle cose che facevo senza molto sforzo. Questo mi ha spinto ad appassionarmi all´arte, soprattutto alla pittura e al disegno.

Da piccolo disegnavo i miei cartoni animati preferiti, prima della Disney e poi durante l’adolescenza manga e anime. Per questo per un periodo pensavo di diventare un mangaka. Questa passione è andata però a scemare poiché ho cominciato ad interessarmi principalmente alla pittura. Non mi andava di raccontare delle storie quanto piuttosto trasferire in un’ unica immagine un frammento di un’ emozione o di un’ ispirazione.

Quale percorso di formazione ha seguito?

giuseppe fiore La mia formazione è stata abbastanza eclettica, ho preso varie strade che poi ho abbandonato, ma ho sempre fatto cose nell’ ambito artistico. Ho frequentato il liceo Artistico a Salerno, indirizzo Architettura, pensavo di diventare architetto per poter poi disegnare fumetti nel tempo libero. Idea che ho lasciato presto. Subito dopo finito il liceo ho fatto la prova di ammissione al corso di Restauro dell’ Accademia di belle Arti di Napoli e sono stato preso.

L’ idea era simile alla precedente, pensavo di diventare un restauratore e nel tempo libero dedicarmi alla mia Arte. Studiavo con passione e ho cominciato durante il mio percorso anche a lavorare per uno studio di Restauro molto importante di Napoli, (Tatafiore s.a.s.). Pur stando a contatto con opere d’ Arte di alto livello, vedevo il mio ruolo troppo marginale, tecnico. Sentivo sempre di più il desiderio di creare io le mie opere, non lavorare su quelle degli altri.

Di punto in bianco ho approfittato dell’ occasione di poter fare il progetto Erasmus in Germania, a Monaco di Baviera. Finito l’ Erasmus, ho discusso la tesi all’ Accademia di Napoli e sono ritornato a Monaco per diventare un artista. Sarebbe dovuto essere un breve periodo all’ estero, ma dentro di me sapevo di volermene andare e non tornare più indietro. Ormai sono passati 16 anni e sono ancora qua.

Quale genere artistico ami?

Amo l’ arte figurativa in generale ma in particolar modo la Pittura realistica. Infatti le mie correnti artistiche preferite sono il Rinascimento, il Barocco, l’ Accademismo Ottocentesco ma amo anche molto l’ Impressionismo. Per quanto riguarda l’ Arte contemporanea mi piacciono poche cose, sono molto selettivo.

Come sei giunto alla creazione della tua prima opera? E quando?

Non c’è stata una vera e propria „prima opera“. In genere erano disegni che si sono trasformati in dipinti, prima ad acrilico e poi ad olio. I miei primi dipinti ad acrilico li ho fatti durante il liceo, verso i 14 anni, dopo qualche anno ho cominciato ad usare l’ olio, tecnica che utilizzo tuttora.

Quale tecnica artistica preferisci utilizzare per i tuoi lavori?

Come dicevo utilizzo attualmente colori ad olio. Raramente uso acrilici o acquarelli perché non hanno il vantaggio dei lunghi tempi di essiccazione.

Quale rapporto hai con il pubblico? Esegui lavori su commissione?

Ho un rapporto molto introverso, non mi sento molto a mio agio nell’ esporre le mie opere e parlare di loro. Preferisco dipingere in solitudine o anche in gruppo, ma non esporre, anche se bisogna farlo lo stesso se si vuole fare questo lavoro. Eseguo anche lavori su commissione, cercando sempre di dare all’ opera la mia interpretazione.

Quali sono le tue fonti di ispirazione quando crei qualcosa?

Le ispirazioni possono venire da qualunque parte, ma dato che siamo bombardati dai social media, spesso mi vengono da lì. Io seguo anche molti artisti e cerco di apprendere da loro quello che mi piace.

Osservi l’ambiente, parti da un’emozione, ascolti della musica o ti accordi direttamente all’idea del cliente?

Se si tratta di un lavoro su commissione parto dall’ idea del cliente che cerco di fare mia. Altrimenti per le mie opere osservo delle immagini, dai social o anche da una mostra o un museo, e mi lascio guidare dall’ istinto.

Come descrivi in quest’epoca il ruolo dell’artista?

Secondo la mia percezione in quest’ epoca l’artista ha un ruolo molto più marginale rispetto al passato. Penso che i più famosi artisti contemporanei siano delle marionette in mano alle regole del mercato dell’ Arte. Ma forse mi sbaglio.

Quali sono i tuoi prossimi progetti in ambito artistico, hai già qualche opera nel “cassetto”?

Tra qualche giorno ci sarà la mia prima mostra personale, a Vienna presso la galleria Roland Puschitz. Spero che questo porti diversi altri progetti.

Qual è il tuo sogno e cosa vorresti realizzare nella tua carriera?

Il mio sogno è di continuare a fare quello che sto facendo il più a lungo possibile, magari in un grande atelier, con degli assistenti, esporre in gallerie importanti. Ma sostanzialmente faccio già oggi quello che ho sempre sognato. Ormai vado per i 40 e penso che si debba cominciare a mettere qualche punto.

Cosa ti senti di dire ai giovani che amano e a coloro che non amano l’arte?

giuseppe fiore
Ai giovani che amano l’ arte dico di continuare a seguire le proprie passioni a tutti i costi e di non scoraggiarsi dopo le prime porte in faccia, Si può sempre crescere dopo una caduta e se qualcosa non riesce vuol dire che probabilmente il momento giusto non è ancora arrivato. Persistere è la parola chiave.

Non penso sia indispensabile amare l’ arte, ma credo che chi non la ama non abbia ancora imparato ad amarla. A questo si può sempre rimediare.

Che cosa rappresentano le arti visive per te?

Per me rappresentano uno dei modi per dare senso alla propria esistenza.

E consiglieresti a qualcuno di seguire il tuo stesso percorso e se sì, come dovrebbe fare?

Purtroppo in questo campo non c’è nessuna garanzia che seguendo un determinato percorso si possa arrivare al proprio obiettivo. Le variabili sono tante. Consiglio comunque di studiare sempre, di imparare da tutto e da tutti, di prepararsi bene prima di intraprendere questo lavoro.