la setta del loto bianco di richard wilhem

Fra le leggende presenti nel Chinese Fairy Book di Richard Wilhelm è presente anche il racconto de La setta del Loto Bianco, che noi possiamo leggere oggi grazie ad ABEditore e le sue Imbuststorie.

La setta del Loto Bianco – Trama

L'imbustastorie I - La Magia La setta del Loto Bianco di Richard Wilhelm -Lo scongiuro di Emilia Pardo Bazán - La vernice gialla di Robert Louis Stevenson - Il mago di Toledo di Juan Manuel
L’imbustastorie I – La Magia
La setta del Loto Bianco di Richard Wilhelm -Lo scongiuro di Emilia Pardo Bazán – La vernice gialla di Robert Louis Stevenson – Il mago di Toledo di Juan Manuel
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Un mago, appartenente alla Setta del Loto Bianco, dopo essere stato deluso più volte dai suoi allievi li punirà per il loro comportamento.Pagherà il fio delle sue azioni?

Recensione

Se già il nome La Setta del Loto Bianco fa pensare all’oriente, il titolo dell’intera opera,  Chinese Fairy Book, poi, cancella ogni dubbio. Del resto il suo autore Richard Wilhelm  fu uno studioso i culture orientali e in particolare di quella cinese. Ciò dunque ci fa ben pensare di come debba essere culturalmente inquadrato questo racconto.

Il mago qui presentato è dunque un uomo molto potente. Lo si comprende già da primi incantesimi che lo so vede esercitare e dal come le disattenzioni dei suoi discepoli vengano così facilmente scoperte. Oltre, ovviamente, al fatto stesso che quelle che sembrano appunto piccole disattenzioni poi si rivelino alquanto deleterie per gli incantesimi operati dal mago stesso.

Tuttavia il punto focale riguarda piuttosto l’astuzia del mago. Sicuramente un uomo saggio, sebbene si possa avere qualcosa da ridire sulla sua concezione morale. O forse piuttosto di potrebbe dire di grande ingegno come chiunque abbia raggiunto tanto potere. Del resto non si potrebbe dire diversamente de Il mago di Toledo con la differenza che quest’ultimo, però, utilizza la magia solo per preservare se stesso anziché punire.

Una fiaba che seppure viene da una terra lontana rispetta comunque tutti i topos della narrativa di questo genere.

C’è una premessa, un divieto e una violazione del divieto. E c’è il mago intorno a cui ruota il tutto. Il mago che di fatto non è né buono, né malvagio piuttosto agisce in base a se stesso come fulcro.  Se da una parte arriviamo a biasimarlo per la punizione crudele scelta per il suo discepolo, dall’altro non possiamo fare a meno di ammirare la sua scaltrezza.

E di più certo non posso dirvi se non voglio rovinarvi la sorpresa.

In ogni caso, come ormai abbiamo imparato a capire dalle storie precedenti, questo racconto così breve risulta un piacevole intrattenimento. Una sorpresa piacevole magari da leggere in pausa pranzo o mentre si attende un amico in macchina. Curate nella grafica e nei dettagli rappresentano una piacevole aggiunta alla libreria e per ogni amante della lettura.

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