il giorno dopo il lieto fine la Sirenetta

La seconda favola che andiamo a scoprire con Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera è La Sirenetta. Una favola che, già nel momento in cui passò fra le mani della Disney, subì molte modifiche, come del resto la maggior parte di queste storie. Ma cosa accade nella versione immaginata dalla nostra Alice?

La Sirenetta – Il giorno dopo il lieto fine – Trama

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Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera
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Ariel è finalmente riuscita a coronare il suo sogno d’amore, sposare il principe Eric, e diventare principessa nel suo regno. Tuttavia per questo motivo è costretta a lasciare la sua famiglia d’origine e il mare era appartenuto fino a quel momento. Ma cosa significa per la sirena che desiderava l’amore di un umano entrare a far parte del suo mondo?

Recensione

La storia di Alice Chimera decide di dedicare alla Sirenetta e forse una di quelle più approfondite dell’intera raccolta. La giovane donna che ormai abbandonato la sua famiglia di origine si ritrova a fare i conti con quella che è la vita di corte e le aspettative che questa vita e lascia cadere addosso. Il mondo degli umani non è fatto solo di meravigliose scoperte e luoghi inesplorati, ma è pieno di crudeltà inganni. La nostra principessa sirena toccherà con mano quelle che sono le aspettative che una vita fra gli umani le riservano.

La prima cosa che salta difatti subito all’occhio è proprio la diversità dei due mondi. Creature del mare sono gentili, buone e del tutto incapace di provare sentimenti egoistici, mentre gli essere umani tendono a mettere se stessi al di sopra di ogni altra razza e al di sopra anche degli individui della loro stessa specie. Con la malattia che affligge il regno, ciarlatani e impostori avveleneranno la mente del re portandolo a trasgredire a quella promessa fatta molti anni prima con le dovute sofferenze.

E la diversità della stessa Ariel la porterà a disprezzare perfino se stessa, chiusa in quella gabbia che  ha costruito con le proprie mani, non riuscendo a comprendere quanto già il suo lieto fine fosse a portata di mano. E tornando alla saggezza popolare di vecchi proverbi, è il caso di dirlo, chi troppo vuole nulla stringe.

Il not so happy ending lo crea Ariel stessa, con le sue decisioni e con le sue paure e se c’è una morale in questa storia potrebbe essere proprio quella d’imparare a rispettare sé stessi e la propria natura. Ariel è cambiata. Ha modificato il proprio corpo e la propria natura, ma in fondo resta sempre una sirena e quando arriverà a tradire anche quella natura, sarà lì che avverrà la sua vera caduta.

Il desiderio di maternità

Il più grande desiderio più grande di questa Ariel è quello di poter dare un erede al proprio principe. Tuttavia, a causa di alcuni fattori che  vi lasceremo scoprire all’interno dell’opera, questo sembra essere alquanto irrealizzabile. Tuttavia, è forse proprio per la pressione chele incute la nobiltà, il suo ruolo come futura regina, il suo essere così diversa da quella che sarebbe potuta essere una donna umana, a generare in lei questa disperata ossessione di dover donare un figlio a Eric. A questo punto, ci viene quasi da domandare, se non sia più il contesto generare della nostra sirenetta il desiderio di avere un figlio che è un avere propria voglia di maternità.

Ogni volta che parla del bambino, questo è sempre rivolto a una possibile aspettativa da parte del suo principe che a dire il vero non sembra volerle mettere pressione.

Ancora oggi, si potrebbe dire, nonostante numerosi progressi da parte d’iniziative di stampo femminista, molte donne sentono quasi come se fosse un loro dovere il mettere al mondo una nuova vita e, quando esse non lo desiderano davvero o non sono grado, per diverse ragioni che qui non ci divulgheremo a spiegare, sembra che il mondo le circonda quasi tenda a volerne fare loro una colpa. Perciò, nonostante il tutto sia mascherato da una favola andata male, l’argomento potrebbe essere piuttosto serio. Chiariamolo, non so se questa fosse davvero l’intenzione dell’autrice, ma effettivamente si potrebbe lasciare qualche minuto di riflessione sul tema.

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