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Beyond the veil - Universi FantasticiLibri

Malagigi. Il ritorno dello stregone di Alessandra D’Auria

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Titolo: Malagigi, il ritorno dello stregone

Autrice: Alessandra D’Auria

Casa editrice: Darcy Edizioni

Genere: fantasy a sfondo storico

Trama

A causa delle sue azioni giovanili sconsiderate, lo stregone Malagigi fu rinchiuso in esilio in un mondo governato da Spiriti Superiori. Quando Richair II di Montalbano, poco più che sedicenne, lo spinge a evadere da quel Limbo per portarlo tra i Pari, inevitabilmente ne segna il destino: morire a Roncisvalle. Malagigi ormai quasi privo dell’arte magica riesce almeno a consegnare armi preziose ai suoi compagni e a realizzare il sogno dell’amico Astolfo, portarlo sulla luna. La battaglia contro i Saraceni finirà così come la storia ci ha tramandato, con la sconfitta dei paladini franchi, prima dell’arrivo dell’Armata Splendente guidata da Rinaldo che vincerà definitivamente contro i Mori di Spagna. Una storia che ispirò i cantori medievali e i pupari di Sicilia, una leggenda che qui inizia a essere raccontata fin dalla nascita dello stregone.

Recensione

“Si ricordò delle parole del principe: “Un giorno tornerà per darmi la luna. Affidagli un sogno, lui lo realizzerà, non importa come, non importa quando.” Capì l’ossessione del principe per lo stregone e viceversa. Capì finalmente, come una folgorazione, cos’erano l’uno per l’altro. Sacrificio. Salvezza.”

Eh sì, Astolfo principe di Loegr e Malagigi di Aigremont sono grandi amici, inseparabili, uno il Buio e l’altro la Luce. Il loro destino è legato in un unico filo, entrambi nati sotto la stella di Proxima Centauri. Il primo: grande cavaliere, coraggioso e leale, ma anche sognatore sempre perso tra le nuvole. Il secondo: un potente stregone, irriverente, ladruncolo e dongiovanni, ma che, sotto sotto, nasconde un cuore buono.

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© Image byKELLEPICS  on Pixabay

Insieme, sono destinati a grandi avventure, tra cavalli magici, giganti, fate bianche e fate nere, draghi, incantesimi, arpie, diavoli e angeli. Ma ci troviamo all’epoca del grande Karol il Magno che ha un regno vasto da controllare e che presto incorrerà in un’inevitabile guerra contro i Saraceni; e allora chi meglio dei Paladini di Francia avrà il potere di rallentare l’avanzata dell’esercito nemico? I più prodi guerrieri sono pronti a schierarsi: Astolfo, Malagigi, il testardo Rinaldo di Montalbano, l’incredibile e leggendario Orlando con il suo compagnon Olivieri, e molti altri ancora allineati fianco a fianco nella famosa battaglia di Roncisvalle, pronti a morire da eroi.

Una storia epica d’amicizia, il più grande bene di tutti i tempi, che narra le fiere gesta dei nostri protagonisti con una vena sarcastica che vi farà sorridere e che vi conquisterà. Vi affezionerete al tonto Astolfo, il bel principe dai capelli biondi, ma soprattutto all’indomabile Malagigi dai lineamenti tenebrosi. Mi è dispiaciuto davvero arrivare alla conclusione di questo libro, non ero pronta; avrei tanto voluto sentir narrare delle gesta del potente stregone allevato da Merlin ancora e ancora.

È una di quelle storie che rimangono nel cuore perché raccontano di un passato eroico e nobile, quando si era ciecamente convinti dell’esistenza della magia, quando le leggende diventavano realtà solo per il semplice fatto di crederci. Quando tutto era possibile, il Bene trionfava e il Male aveva sempre dei limiti. Tempi e luoghi, personaggi, cavalieri e creature magiche che vivono nelle leggende, nelle antiche canzoni dei bardi e sono permeate da un’aura fuori dal tempo, che le rende immortali.

malagigi il ritorno dello stregone alessandra d'auria citazioneParere personale

Particolare l’utilizzo della narrazione esterna che contribuisce a rendere la vicenda quasi come una tipica ballata cavalleresca, raccontata però in forma di romanzo. Un po’ troppi i refusi, soprattutto nei primi capitoli. All’inizio sembra difficile tenere a mente i tanti nomi dei personaggi, ma con lo scorrere delle pagine diventa sempre più semplice.

Devo dire che mi sono divertita a leggere questa storia e ho sentito una fitta di malinconia quando mi sono resa conto di essere giunta agli ultimi capitoli. È un modo innovativo e più interessante di rivivere un’antica vicenda, il modo migliore per non farla assomigliare al solito sermone letterario, e quindi giungere con un approccio più irriverente anche al cuore dei più giovani; è proprio ciò che serve al giorno d’oggi, visto come la lettura sembra essere passata ormai in quarto piano.

Se ve lo consiglio? Certo! Indicato soprattutto per un sereno pomeriggio al parco, appoggiati a un bel tronco d’albero, con il sole a fare capolino tra i rami; all’addiaccio, un po’ in stile Alfonso e Malagigi da adolescenti.

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