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Draculea - Alla scoperta dei figli della Tenebre

Draculea – Alla scoperta dei figli della Tenebre

draculeaDissertazioni sopra le apparizioni de’ Spiriti, e sopra i Vampiri, o i Redivivi d’Ungheria, di Moravia e di Silesia di A. Calmet, 1751

Draculea – Racconti e Documenti di Veri o Presunti atti di Vampirismo è un volume edito da ABEditore e che raccoglie racconti e documenti, appunto, sul tema del Vampirismo.

Draculea – Racconti e documenti di veri o presunti atti di Vampirismo
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Un portale come il nostro che i vampiri li porta già nel nome e reduci da una rubrica come Quarantena col Vampiro della quale siamo, per inciso, stati molto fieri, abbiamo deciso di riprendere la collaborazione con il blog Bloody Reader of Bloody Books e trattare questi argomenti in parallelo (Leggete anche il suo articolo qui).

Già la volta precedente, infatti, abbiamo affrontato il tema del vampirismo osservando come questa figura abbia preso forma nel campo letterario dando vita ad alcuni dei personaggi più iconici del genere. Oggi, con la guida del volume pubblicato da ABEditore ci prepariamo a compiere un nuovo viaggio alla scoperta di queste misteriose, quanto affascinati, creature.

Draculea – Racconti e Documenti

L’opera è composta da una serie di racconti e documenti che andremo a trattare singolarmente. Pertanto, vi alleghiamo qui la lista completa a mo’ di indice che potrete utilizzare per scorrere all’interno della rubrica.

Draculea – Introduzione alla Raccolta

Draculea - Dissertazioni sopra le apparizioni de’ Spiriti, e sopra i Vampiri, o i Redivivi d’Ungheria, di Moravia e di Silesia di A. Calmet, 1751
Draculea – Dissertazioni sopra le apparizioni de’ Spiriti, e sopra i Vampiri, o i Redivivi d’Ungheria, di Moravia e di Silesia di A. Calmet, 1751

Draculea, dunque, si presenta come un viaggio alla scoperta della figura del vampiro attraverso i secoli. Come sono ben consapevoli tutti coloro che sono appassionati dell’argomento, queste creature hanno accompagnato la storia dell’uomo fin dalle sue origini. Miti, leggende, racconti e storie. Il tema del viaggio nell’oltretomba, della resurrezione e di spettri che perseguitano i vivi succhiando loro la vita può essere riscontrato in numerosi miti e leggende. A tal proposito vi consiglio le rubriche dell’esimia collega Cronache del Vampirismo e La Biblioteca dei Vampiri entrambe in continuo aggiornamento. Ovviamente non smetteremo di parlarne anche qui, m quando un lavoro ben fatto è già disponibile perché non accennarlo?

Tornando all’opera Draculea, questa si sofferma a discutere di questa figura a partire dal 1600, anno in cui la letteratura ha cominciato a fornire gli esempi più celebri di queste figure. Si apre, dunque, con una parte delle dissertazioni di Augustin Calmet, monaco benedettino che tratto a lungo il tema, non solo del vampirismo, ma di molte altre figure del panorama esoterico.

Dissertazioni sopra le apparizioni de’ Spiriti, e sopra i Vampiri, o i Redivivi d’Ungheria, di Moravia e di Silesia di A. Calmet, 1751

Dell’opera di Calmet (la cui biografia ci premureremo di aggiornare quanto prima) vengono presentati alcuni spezzoni che faranno un po’ da Cicerone lungo tutto il nostro viaggio. Negli ultimi anni della sua vita fu abate presso l’Abbazia di Saint-Pierre a Senones, dove elaborò gran parte dei suoi scritti, compreso il trattato qui citato. Ci teniamo a precisare che il trattato completo non tratta solo esclusivamente di vampiri, ma anche di angeli, demoni, spiriti, magia, stregoneria, morti viventi e in linea generale dell’occulto.

Calmet fa riferimento in particolare a fatti avvenuti in Ungheria e Moldavia, dove uomini morti da lungo tempo sembrano essersi alzati dal loro sepolcro per tormentare i vivi assorbendo la loro energia vitale sotto forma di sangue. E, dunque, per tale motivo, vengono chiamati Oupiri o Vampiri cioè sanguisughe. Calmet suggerisce anche il modo di come liberarsi di queste creature: trafiggerle con un palo, decapitarle e/o bruciarne il corpo.

Casi di Vampirismo documentati

Draculea - Varney, the vampyre : or, The Feast of blood by Rymer, James Malcolm
Title: “Varney, the vampyre : or, The Feast of blood”
Author(s): Rymer, James Malcolm, approximately 1814-1884
© British Library

La prima disquisizione riguarda però come esse possano tornare in vita. Non sono forse essi mai morti e sotterrati per errore? È lo spirito stesso del morto di propria volontà a tornare nel corpo? È opera di Dio o piuttosto del Maligno? Queste sono le domande che egli si pone andando studiare i casi. Il primo caso tratta di una donna la quale quattro giorni dopo la morte sembra essere tornata in vita sotto le spoglie di un cane. Questo azzannava uomini alla gola e al petto per condurli a volte alla morte e nemmeno risparmiava le bestie. Il secondo è quello di un pastore che risvegliato dalla tomba tornava in vita per affliggere gli uomini fino a condurli alla morte. In entrambi i casi solo la distruzione dei cadaveri ha potuto liberare i popoli dal flagello.

Altri casi in Ungheria trattano di uomini morti da tempo, anni si intende, che ritornano alle loro case o per avvisare della morte un familiare o a causarne la morte stessa. Il fatto straordinario è che, riaperte le tombe di costoro, essi appaiono con sangue fluido come se fossero stati sepolti il giorno prima. Ancora in Olanda è il caso di Arnoldo Polo, un uomo che sembrava essere stato attaccato in vita da un vampiro e divenuto alla morte egli stesso tale.  Riprenderemo la sua storia più avanti dato che Il Vampiro Arnold Paul di C. Nodier è proprio basato su questi eventi. Tuttavia è importante segnalare che proprio in questo documento di tratta appunto della trasmissione del morbo da un vampiro ad un’altro e quindi della possibilità di un redivivo di generarne di nuovi.

I casi delineati da Calmet hanno una serie di punti in comune dunque. Tutti i supposti vampiri sembrano conservare un aspetto “vivo” (si fa per dire) nella loro tomba sebbene siano trascorsi anni dalla loro morte. Inoltre sembrano avere una predilezione nello scegliere i propri familiari come possibili vittime. Comune è anche il modo di liberarsi dello spirito ovvero quello di piazzargli un palo nel petto, decapitarlo o  bruciare il cadavere così che esso non possa più ritornare.

L’ultimo caso trattato è quello di Pietro Plogojovits. Anche quest’ultimo sembra esserci risollevato dalla propria tomba per mietere vittime nel villaggio di Kisilova fino a quando i popolani non hanno richiesto che venisse dissotterato e distrutto.

Vampiri realtà o finzione?

Da questi frammenti del documento di Calmet possimo dedurre, quindi, che quantomeno il trascrivente, così come coloro che hanno interagito con questo avevano, all’epoca una certa fede nel fatto che gli eventi narrati avessero una certa vedidicità. C’è da dire che Calmet era comunque una figura di rilievo nel suo tempo, oltre al fatto che si preoccupa spesso di accertare l’attendibilità delle sue fonti. Fatto stava che il tema era di un particolare interesse per lui, principalmente essendo egli un uomo di chiesa.

Certo, la nostra disquisizione, per ora, si basa su questi frammenti concessici da questo compendio, ma, almeno per ciò che mi riguarda, hanno acceso la mia attenzione a volermi confrontare con l’intera opera.

8 comments
  1. ELEONORA

    I titoli sono davvero misteriosi e fanno presagire racconti molto tenebrosi! Troppo bella la collaborazione tra due profili davvero meravigliosi che mi ispirano sempre letture nuove!

  2. Roxanne Caracciolo

    In tutto l’arco del medioevo sono stati scritti moltissimi documenti attestanti “epidemie di vampirismo” diffuse nei paesi dell’est e non solo. L’opera di Calmet la consiglio vivamente a chiunque si dichiari appassionato e di piu’ a chi volesse approfondire l’argomento anche a livello antropologico. Tra le tante un’altra da non sottovalutare affatto e’ la “Dissertatio Historico Philosophica de Masticatione Mortuorum” di Philuppus Rohr che si sofferma sul fenomeno della vita nella tomba attraverso la “masticazione” del sudario da parte dei defunti, persone che verosimilmente venivano sepolte frettolosamente causa epidemie…superstizione e ignoranza fecero il resto….

  3. KeiLeela

    Io trovo l’argomento molto affascinante. In realtà era tanto che volevo affrontarlo da un punto di vista più storico/mitologico, oltre che letterario. Del resto il sito è nato proprio dalla passione per queste creature che dovevano essere il tema base, insieme all’horror e al gotico. Bloody mi ha ri-trascinata nel vortice facendomi scoprire questo editore, ma anche tanti altri. Sicuramente mi procurerò le opere complete, sia questa sia quella che hai citato tu (anzi se ne hai altre mandami la lista che una alla volta me le procuro tutte).

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